“..Hai ventiquattro ore… devi trovare l’assegno e venire a Bologna …dove sei sei… a Bologna in tre ore arrivi». Giannone insiste e tira in ballo altre «cinquanta persone»: «Io ho degli amici ad Avellino te li mando e fanno tutto loro eventualmente… se tu hai tutti questi grossi problemi io preferirei che tu… una mezza giornata la puoi dedicare a provare a mettere una pezza nei casini in cui hai cacciato cinquanta persone…». Così in un’intercettazione telefonica tra il commercialista bolognese Francesco Giannone e il portiere del Benevento Marco Paoloni di cui dà notizia il quotidiano Il Resto del Carlino. Si tratta di uno dei filoni dell’indagine sul calcio scommesse avviata alla Procura di Cremona che sta scuotendo il mondo del pallone in Italia e che ha visto finire in manette, tra gli altri, anche l’ex attaccante della nazionale Beppe Signori. Secono quanto riferito dal quotidano bolognese, dopo il riferimento ad Avellino la linea cade, ma quando la telefonata riprende Giannone cita ancora personaggi pericolosi non meglio specificati che stanno dietro il malaffare sfumato: «…perché se questi vengono non sono io che ti parlo al telefono non hai capito… e per te se vanno d’accordo… non se tu ecco… forse tutti i film che ti sei visto sulle partite guardatene qualcuno un po’ più cruento per capire… questa è gente che non solo ha perso una cifra ieri… avanti ieri… ma in più… e ti assicuro che non è carino… si sono sentiti presi per il culo… e ti posso dire… ti posso dire da calabrese che questa cosa ti fa incazzare di più…». Poco più avanti il commercialista cita indirettamente Signori: «Questo te lo mando a dire da un altro… che ha fatto duecento gol in serie A… che ieri sulla tua invece ha giocato cinquemila euro… allora mi ha detto… se lo senti oggi digli domani quando viene di portarti pure i cinquemila euro miei…».





