Si è conclusa la fase degli interrogatori di convalida davanti al Giudice per le indagini preliminari (GIP) del Tribunale di Avellino, a
Mario Tringali, in merito alla maxi-operazione antimafia condotta dalla Direzione Investigativa Antimafia (DIA) di Salerno contro un presunto sistema di usura ed estorsione ai danni di imprenditori del settore conciario dell’Irpinia.
Il gip non ha convalidato la misura in carcere per T.S. difeso dall’avvocato Raffaele Tecce e R.V. difeso dall’avvocato Massimiliano Russo. Per i due che si sono sottoposti agli interrogatori di garanzia, il giudice per l ‘ indagine preliminare ha disposto gli arresti domiciliari. Restano in carcere tutti gli altri quattro che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere davanti al gip Mauro Tringali, accusati di usura e associazione a delinquere di stampo mafioso. Attesa per l’udienza di convalida per M.E. che si è consegnato ieri. Ora è ristretto nel carcere di Secondigliano.
Gli indagati sono accusati di aver imposto prestiti ad interessi usurai, con tassi che arrivano fino al 20% mensile, condizionando gravemente le vittime tramite intimidazioni e minacce.
L’indagine ha accertato che i prestiti, inizialmente concordati, sono diventati insostenibili per le vittime, le quali, nel tentativo di restituire i debiti, sono state costrette a rientrare in un circolo vizioso con richieste di ulteriori prestiti, finendo nelle grinfie di ben tre organizzazioni criminali.





