Attentato al giornalista Ranucci: De Filippis fa scena muta ancora una volta

Baiano

Attentato al giornalista Rai Sigfrido Ranucci: si è avvalsa, per la seconda volta, della facoltà di  non rispondere Marika De Filippis, ai domiciliari con braccialetto elettronico. Domani mercoledì 15 luglio toccherà al suo compagno Pellegrino D’Avino, ristretto a Rebibbia.

Il provvedimento è stato firmato dal pm della Procura di Roma, Edoardo De Santis che coordina l’inchiesta e che al momento conta sette indagati: gli irpini sottoposti a misura cautelare Antonio Passariello, suo figlio biologico Pellegrino D’Avino, la compagna di quest’ultimo Marika De Filippis, Saverio Mutone di Sperone e gli indagati a piede libero Luca Amato, l’imprenditore romano Valter Lavitola e Gomes Clesio Tavares, il tuttofare di Lavitola. Ma il pm al momento ha voluto ascoltare la coppia di coniugi. In particolare D’Avino che ha avuto dei contatti già nel 2024 con il cameriere di Lavitola.

Sempre domani, presso il comando dei carabinieri di Roma a partire dalle 9,30 inizieranno le operazioni per l’estrapolazione delle copie forensi dei dati nei dispositivi sequestrati agli indagati irpini, considerati gli esecutori materiali dell’azione intimidatoria. Il tutto per accertare i motivi che si celano dietro l’azione dinamitarda. Azione compiuta per ottenere dai 5mila ai 10mila euro. Dalle indagini è emerso che la somma avuta è stata spesa quasi tutta – da uno degli indagati raggiunto dalla misura cautelare – in una vacanza in Sicilia.

 

Le accuse

Valter Lavitola è considerato il mandante dell’attentato. Mentre Tavares, cameriere del suo ristorante, è accusato di aver individuato gli esecutori dell’azione intimidatoria. I quattro irpini – sottoposti a misura – sono accusati di aver organizzato ed eseguito materialmente l’attentato davanti all’abitazione di Pomezia di Sigfrido Ranucci. Nomi che già comparivano nelle carte degli inquirenti in relazione a indagini sul traffico di droga, con Passariello e Mutone che hanno un passato importante nella criminalità organizzata. In particolare, Passariello sarebbe ancora attivo nel traffico di stupefacenti ed inserito dapprima nel clan Moccia, operativo nel Nolano e ora amico di Bernardo Cava, detto Alduccio, coinvolto nell’omicidio di Scisciano. Incensurata, invece, Marika De Filippis, compagna di D’Avino.

Le prime tracce su Tavares Gomes sarebbero arrivate proprio da dialoghi captati durante le fasi di esecuzione degli arresti nel Mandamento Baianese e da una serie di tracce che coinvolgono la stessa De Filippis ed il compagno D’ Avino. Molto probabile che anche D’ Avino, il compagno della donna resterà in silenzio come ha fatto la De Filippis.

“In questo momento non c’è necessità di dare nessun contributo. E’ giusto per strategia difensiva concordata, avvalerci della facolta’ di non rispondere” .Cosi’ l’avvocato Antonio Falconieri, difensore di D’Avino Pellegrino e Marika De Filippis ha spiegato le ragioni per cui questa mattina c’è stata la scelta di avvalersi della facolta’ di non rispondere da parte della sua assistita. “Per noi sta emergendo quello che abbiamo detto dal primo momento – dice l’avvocato Generoso Pagliarulo, difensore della De Filippis- e non c’e’ nessun collegamento con la criminalità’ organizzata o altro. Ovviamente ci sono alcuni dei nostri assistiti che riteniamo, fermamente, non siano attinti da gravita’ indiziaria. Quindi confidiamo nel Riesame e nell’attesa di un’attenta lettura delle carte delle indagini fino a questo momento, stiamo valutando in seguito di far rendere delle dichiarazioni”.

Inoltre inizieranno, domani presso il comando dei carabinieri di Roma, le operazioni per l’estrapolazione delle copie forensi dei dati nei dispositivi sequestrati agli indagati irpini, considerati gli esecutori materiali dell’azione intimidatoria contro il conduttore di Report .

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