QUINDICI – Il numero due della famiglia Cava, Antonio, ha replicato alle accuse secondo le quali veniva richiesta una proroga nei suoi confronti del carcere duro, in virtù della presenza e della partecipazione ai fatti di sangue della faida nel 2006. Si ritiene estraneo ai fatti di sangue Antonio Cava ed ha respinto con decisione l’accusa. Queste le sue dichiarazioni: “Non c’entro nulla con i fatti di sangue relativi alla faida del 2006, anche perché ero detenuto”. Si attenda ora la decisione del Tribunale.




