Arsenale ascosto tra i boschi in Alta irpinia, iniziati gli gli interrogatori di garanzia per i cinque irpini arrestati nei giorni scorsi dopo il blitz eseguito dai carabinieri del comando provinciale di Avellino, concluso con il sequestro di armi e munizioni. Solo il 22enne di Gesualdo ha risposto alle domande del gip del tribunale di avellino. Gli altri quattro irpini si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
L’operazione è stata coordinata dal Procuratore di Avellino, Francesco Raffaele: i carabinieri del comando provinciale di Avellino con le unità operative della Compagnia dei carabinieri di Sant’Angelo dei Lombardi, nei giorni scorsi hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di cinque indagati: quattro trasferiti in carcere e uno agli arresti domiciliari. Sono tutti accusati dei reati di porto e detenzione illegale di armi e munizionamento e anche di ricettazione.
In manette sono finiti due giovani di Lioni di 20 e 28 anni, un 34enne di Villamaina un 33enne di Paternopoli e un 22enne di Gesualdo . La svolta nelle indagini c’è stata dopo la scoperta di un fucile rubato, nascosto in un luogo isolato: l’arma era stata oggetto di modifiche illegali, con le canne mozzate per facilitarne il porto e l’occultamento, ma soprattutto per aumentarne il potenziale offensivo. I cinque sono difesi dagli avvocati Nello Pizza, Salvatore Rosania, Vincenzo Fiume e Paolino Salierno e stanno valutando di presentare le istanze davanti al tribunale del Riesame di Napoli.

