Alluvioni Italia, Della Porta: “I giovani danno il buon esempio”

“L’Italia assediata da calamità naturali e sciagure finanziarie riscopre la forza dell’aiuto senza scopo di lucro. I disastri della Liguria, Toscana, Campania ed infine della Sicilia hanno confermato la fragilità del nostro sistema idro-geologico ed hanno evidenziato ancora una volta quanto sia deleteria la pratica diffusa di anteporre gli interessi economici al bene comune. Chi pagherà per questi disastri? Solo coloro che hanno perso tutto!”. Così l’avvocato Antonio Della Porta, Commissario Cittadino e Vice Presidente regionale dell’Adc di Pionati.
“In questo scenario di distruzione e sconforto – prosegue Della Porta – abbiamo ricevuto in dono tanti esempi di prodigalità dai cittadini italiani, in particolare dai giovani. Quei ragazzi tanto criticati, che vivono con disagio l’impresa ardua di inserimento nel mondo del lavoro, hanno mostrato che ogni crisi può essere superata se, uniti, si agisce per risollevare il paese e per aiutare chi non ha più niente e si sente smarrito.
Abbandonati dalla politica – continua Della Porta – con grande senso di responsabilità ed umiltà, si sono recati nei luoghi martoriati dall’alluvione e, con i pochi mezzi in dotazione, non hanno esitato a sporcarsi di fango e a salvare i ricordi delle famiglie locali e la storia dei paesi dissestati. Le immagini di questo autunno ricordano gli sforzi dei tanti giovani italiani e stranieri che accorsero a Firenze in occasione dell’alluvione del 1966.
Il volontariato è l’esempio più alto dello spirito solidale dell’uomo, della compassione che ogni essere umano sente nel momento in cui assiste a tali disastri, è il sacrificarsi per aiutare gli altri. Ma è un sacrificio leggero che rende migliori e permette di esprimere quei valori che hanno reso grande la nostra Nazione. Le crisi economiche e sociali fanno parte della storia e sempre, dopo prove ardue, gli italiani sono stati in grado di reagire con grande orgoglio.
Auspico – conclude Della Porta – che l’esempio di questi giovani sia seme per un rinnovamento morale ed etico. Senza un senso maggiore di responsabilità da parte della classe dirigente, i disastri naturali ed economici non avranno fine”.

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