Truffa internazionale: sequestrati beni per milioni di euro a professionisti irpini

Sequestro preventivo per circa 13milioni di euro nei confronti dei presunti colpevoli di una truffa internazionale che vede coinvolti anche sette professionisti irpini.

Il processo, che vedrà alla sbarra 41 persone, è stato spostato ad Avellino dopo che è stata accolta la questione di competenza territoriale nel corso dell’udienza preliminare svoltasi presso il Tribunale di Como.

Il motivo è che il ruolo rilevante, nella complessa vicenda, sia stato dei rappresentanti di una società finanziaria con sede ad Avellino.

Il Giudice per le Indagini Prelinimari, dottor Paolo Cassano, accogliendo le richieste del pubblico ministero dottoressa Teresa Venezia, ha disposto il sequestro preventivo di somme e beni nella disponibilità dei 41 indagati.

In attesa del processo, c’è stato il provvedimento preventivo.

Per quanto riguarda gli irpini coinvolti nella truffa internazionale, la somma complessiva è di circa due milioni e 200mila euro e risulta così ripartita:

Massimo Mallardo di Monteforte Irpino un milione e 331 mila euro

Gerardo Vozza di Avellino € 484.695

Michele Langastro da Serino € 107.161

Antonio Melito da Ariano Irpino € 99.394

Assunta D’Agostino da Monteforte Irpino € 53.750

Antonio Accomando da Avellino € 40.628

Domenico Landi da Atripalda € 37.569

Si era parlato di questa super truffa internazionale esattamente un anno fa (LEGGI QUI)

L’inchiesta svolta della Guardia di Finanza di Como e in Irpinia dagli uomini del tenente colonnello Gennaro Garzella, aveva permesso di accertare la presenza sul territorio nazionale di un’associazione per delinquere di natura transnazionale finalizzata a commettere delitti di abusivismo finanziario e riciclaggio.

Reati perpetrati in particolare attraverso le società con strutture anche a Lugano,  Modena e Avellino attraverso la Larefer Ltd alla quale facevano capo diversi operatori finanziari irpini. Tale società risulta avere emesso ben 662 contratti di investimento per un valore complessivo di 18milioni di euro.

Le somme di denaro raccolte attraverso la collocazione dei prodotti finanziari non erano destinate alle attività di investimento proposte, ma ripartite tra i componenti della vasta organizzazione  ed in parte utilizzate per pagare gli elevati rendimenti sugli investimenti sottoscritti dai vari clienti, anche al fine di stimolare, attraverso una attività truffaldina, la raccolta di ulteriori somme di denaro presso il pubblico.

I suoi rappresentanti che collocavano prodotti finanziari, sono accusati di avere compiuto operazioni di truffa e riciclaggio, con un danno patrimoniale di rilevante gravità per gli ignari investitori.

Una nuova indagine, assai simile ad altre che pure in passato avevano visto coinvolti personaggi irpini, poi condannati sia in primo grado che in appello (LEGGI QUI)

 

 

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