Penalizzazione all’Avellino: le motivazioni della Corte di Appello Federale

E’ stata depositata oggi, presso la Federazione Italina Giuoco Calcio, la motivazione della sentenza emessa lo scorso mese di maggio dalla Corte Federale di Appello che ha praticamente capovolto il giudizio espresso il 7 aprile 2017 dal Tribunale Federale. In quella occasione ci fu la condanna nei confronti dell’Avellino a tre punti di penalizzazione e pesanti condanne per vari calciatori: decisioni, poi riformate attraverso la sentenza di cui sono state rese oggi le motivazioni rese note da un comunicato dell’avv. Dario Vannetiello, difensore di Millesi.

E’ così emerso che, a differenza di quanto ritenuto dall’Ufficio Inquirente,  non è mai esistita  una vera associazione con lo scopo di alterare le partite e in particolare che la  partita Avellino- Reggina (finita 3-0), non fu combinata. Di conseguenza, è caduta anche la aggravante della pluralità degli illeciti.

La Corte Federale, con la sua decisione, ritiene  che  l’unica partita alterata sarebbe  Modena-Avellino (1-1) sulla quale  i capi di una organizzazione camorristica napoletana denominata Vanella Grassi, Antonio ed Umberto Accurso, avrebbero  scommesso 400.000 euro in caso di realizzazione di un goal  del Modena .

Secondo la ricostruzione accusatoria, alla combine avrebbe partecipato l’allora capitano dell’ Avellino, Francesco Millesi, nell’occasione di due cene alle quali sarebbe stato presente l’attuale  calciatore del Genoa  Armando Izzo .

Per Millesi, come si ricorderà, la Procura Federale aveva chiesto 7 anni di squalifica, il Tribunale Federale ne inflisse invece cinque, mentre in appello il calciatore ha rimediato tre anni per un illecito sportivo.

Armando Izzo, ritenuto responsabile di non aver denunziato la combine, ha ricevuto in secondo grado una squalifica di mesi sei che terminerà nel prossimo  autunno.      

Scrive la Corte che il ridimensionamento delle accuse, in particolare la accertata regolarità della partita Avellino-Reggina per la provata assenza di qualsiasi comportamento irregolare di Millesi,  ha determinato anche la necessità di ridurre la penalizzazione  inflitta alla squadra dell’Avellino, i quali sono passati da tre a due – sottolinea l’avv. Vannetiello –  rispetto ai sette punti di penalizzazione inizialmente chiesti dalla Procura Generale, situazione quest’ultima che avrebbe determinato la retrocessione in serie C della squadra irpina.

(Va sottolineato, però, che in caso di penalizzazione di 7 punti l’Avellino non sarebbe retrocesso in serie C ma avrebbe disputato i play out contro il Trapani perchè la classifica finale sarebbe stata Avellino 45 punti e Trapani 44 punti: nota della redazione)

La partita giudiziaria non è finita: l’avv. Dario Vannetiello, difensore di Millesi, ha preannunciato ricorso al Collegio di garanzia del CONI,  per vedere cancellata la squalifica a Millesi il quale ha intenzione di intraprendere la carriera di allenatore.

Laddove il ricorso venga accolto – spiega ottimisticamente l’avv. Vannetiello – ci sarà la restituzione dei due punti di penalizzazione all’Avellino e l’annullamento della condanna al pagamento della ammenda di 20mila euro, somma già ridotta in secondo rispetto ai 50mila euro contenuti nella sentenza  di primo grado del Tribunale Federale.   

(Ipotesi, secondo il modesto parere di Irpiniaoggi.it, che difficilmente troveranno riscontro nella realtà. Però, come si dice?, sperare costa nulla. E si dice pure: chi vive di speranza… )          

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