Tufo, sequestrata mega discarica abusiva: denunciate 12 persone

Rimane vigile e costante l’attenzione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino, per l’accertamento di reati connessi alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica. Nell’ambito di tali programmate attività, la Compagnia Carabinieri di Mirabella Eclano ha effettuato, nel territorio di competenza, dei controlli mirati alla massima tutela dell’ambiente con particolare attenzione alla raccolta, al trasporto, allo smaltimento e al recupero di rifiuti di qualsiasi tipologia nonché all’in…

Rimane vigile e costante l’attenzione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino, per l’accertamento di reati connessi alla tutela dell’ambiente e della salute pubblica. Nell’ambito di tali programmate attività, la Compagnia Carabinieri di Mirabella Eclano ha effettuato, nel territorio di competenza, dei controlli mirati alla massima tutela dell’ambiente con particolare attenzione alla raccolta, al trasporto, allo smaltimento e al recupero di rifiuti di qualsiasi tipologia nonché all’individuazione di discariche abusive.
In particolare, nella giornata di ieri i militari della Stazione Carabinieri di Pratola Serra, a seguito di alcune verifiche eseguite nel comune di Tufo hanno provveduto a sottoporre a sequestro quattro appezzamenti di terreni, tutti confinanti fra loro, adibiti a discariche abusive per un’area totale di 1.600 mq. e nel contempo a deferire in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Avellino, diretta dal Procuratore Dott. Rosario Cantelmo, ben 12 persone ritenute responsabili di attività di gestione di rifiuti non autorizzata in concorso nonché realizzazione di discarica non autorizzata.
Nel dettaglio, si individuavano in località Piesco di Tufo, zona sovrastante il torrente denominato Dell’Angelo, affluente del fiume Sabato, tre appezzamenti di terreni, tutti adibiti a discarica abusiva di rifiuti speciali. Le relative piazzole erano state realizzate sulla parete del costone del torrente Dell’Angelo, utilizzando materiali di risulta, provenienti da attività di demolizione e costruzione e tali piazzole erano state realizzate in conglomerato cementizio, poste su terreno di riporto soprastante rifiuti interrati costituiti da materiali provenienti da operazioni di costruzione e demolizione (mattoni, mattonelle, ceramiche, pezzi di tufo). Una delle tre piazzole risulta fortemente lesionata in due parti, rischiando di cadere nel vallone del torrente Dell’Angelo. Inoltre, a monte di una di dette piazzole, risultano stoccate circa 5 mc. di rocce da scavo. Si appurava altresì che i suddetti rifiuti sversati abusivamente sul costone prospicente il vallone del torrente Dell’Angelo, vanno a compromettere, con il loro peso, tutta la stabilità dell’intera area.
Successivamente sempre in Tufo, via Macinanti, veniva accertata la presenza di altra area, limitrofa alla strada del paese e visibile dalla stessa, dell’estensione di circa 600 mq. che era stata adibita a discarica di rifiuti speciali, quali materiale da demolizione edile di vario genere, materiale di scarificazione manto stradale. Tutte le quattro aree interessate dall’abbandono e l’interramento dei rifiuti speciali, sottoposte a sequestro, sono ubicate a ridosso del piccolo centro abitato di Tufo e realizzate lungo la striscia del torrente Dell’Angelo dove vige vincolo paesaggistico con conseguente divieto di realizzazione di qualsiasi opera nel raggio di 150 mt. dallo stesso corso d’acqua.
I 12 denunciati in stato di libertà che dovranno rispondere in concorso dei reati previsti dal testo unico in materia di normativa ambientale sono, oltre ai proprietari dei terreni in questione, anche i titolari e amministratori di imprese di costruzioni unitamente ai direttori dei lavori, atteso che i materiali sversati provenivano da vari lavori pubblici insistenti nel comune di Tufo che hanno interessato lavori di sviluppo e rinnovamento dei villaggi rurali, lavori di adeguamento sismico e funzionale di edifici, lavori di potenziamento e ristrutturazione di elettrodotto comunale nelle aree rurali.
Infine uno dei 12 deferiti dovrà rispondere anche di altro reato in materia di edilizia, per aver realizzato una piazzola in cemento di circa 50 mt. quadri realizzata a copertura di un consistente quantitativo di rifiuti speciali che risulta pericolante, con grave rischio di crollare nel sottostante vallone.

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