Tenta il suicidio, viene salvato in extremis dalla Polizia

Nella tarda serata di ieri, si presentava presso l’Ufficio Denunce della Questura una coppia di coniugi in stato di visibile angoscia per segnalare che avevano il forte timore che il proprio figlio, che da circa mezz’ora si era allontanato dall’abitazione a bordo dell’auto della famiglia, si stesse per suicidare, invocando un intervento immediato degli agenti per scongiurare il terribile evento. Aggiungevano che il figlio da qualche tempo era in uno stato di sofferenza psico-fisica a causa di u…

Nella tarda serata di ieri, si presentava presso l’Ufficio Denunce della Questura una coppia di coniugi in stato di visibile angoscia per segnalare che avevano il forte timore che il proprio figlio, che da circa mezz’ora si era allontanato dall’abitazione a bordo dell’auto della famiglia, si stesse per suicidare, invocando un intervento immediato degli agenti per scongiurare il terribile evento. Aggiungevano che il figlio da qualche tempo era in uno stato di sofferenza psico-fisica a causa di una difficile relazione sentimentale con una ragazza.
Immediatamente venivano diramate le ricerche secondo il collaudato protocollo operativo, ma nel contempo, appreso che l’auto in possesso del giovane era dotato di antifurto satellitare, se ne approfittava per utilizzare il relativo localizzatore GPS. Dopo pochissimi minuti la sala operativa dava le coordinate del luogo in cui si trovava l’auto, che risultava essere nella zona di via Macchia. Attraverso una vera e propria corsa contro il tempo gli agenti giungevano nei pressi del luogo segnalato, ma, a causa di interruzione del transito veicolare per lavori di manutenzione al manto stradale, erano costretti a procedere a piedi, con l’utilizzo di una torcia elettrica, attraverso un sentiero interpoderale che conduceva in aperta campagna. Dopo un po’ di cammino scorgevano finalmente l’auto, che, nell’oscurità e nel silenzio, veniva individuata anche grazie al fatto che aveva il motore acceso. All’interno vi era il corpo del giovane, apparentemente privo di vita, con una cintura per pantaloni in cuoio avvolta al collo e al poggiatesta dell’auto. Gli agenti immediatamente scioglievano la cintura e, constatata l’assenza di respiro e di battito al polso, provvedevano ad eseguire le manovre di rianimazione, consistenti nel massaggio cardiaco e respirazione bocca a bocca, secondo le tecniche apprese nei corsi di formazione promossi dalla Polizia di Stato per il primo intervento di soccorso. Nel contempo si faceva richiesta di intervento del servizio 118, che giungeva pochi minuti dopo sul posto. Il medico, constatato che l’azione rianimatoria degli agenti aveva sortito effetto, in quanto il cuore aveva ripreso a battere sia pure in maniera flebile, disponeva il trasporto immediato presso il Pronto Soccorso del locale Nosocomio, dove tuttora è in stato di ricovero, ma non in pericolo di vita.

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