Suicidio Montevergine, lettera di Maddalena Poerio

MERCOGLIANO – La consigliera comunale di Mercogliano, Maddalena Poerio, affida ad una lettera le sue riflessioni a seguito dei numerosi episodi di suicidio che si sono registrati nel comune di Mercogliano ed in altri comuni della Provincia di Avellino, ma in particolare a quello del 46enne che si è tolto la vita lo scorso 16 agosto sulla strada che porta a Montevergine. “Ancora una morte scelta in dolorosa solitudine ci viene sbattuta in faccia. Un grido senza voce che non scalfisce il n…

MERCOGLIANO – La consigliera comunale di Mercogliano, Maddalena Poerio, affida ad una lettera le sue riflessioni a seguito dei numerosi episodi di suicidio che si sono registrati nel comune di Mercogliano ed in altri comuni della Provincia di Avellino, ma in particolare a quello del 46enne che si è tolto la vita lo scorso 16 agosto sulla strada che porta a Montevergine. “Ancora una morte scelta in dolorosa solitudine ci viene sbattuta in faccia. Un grido senza voce che non scalfisce il nostro incessante, insensato, andare avanti.
Non conoscevo Giovanni e neppure gli altri giovani, donne e uomini, che negli ultimi mesi hanno deciso di non scegliere più nulla, anzi hanno deciso di chiudere per sempre la loro esistenza nel silenzio assordante di un mondo che non sa e non vuole più confrontarsi con il dolore e la solitudine. Un mondo sempre più superficiale, privo di misericordia, che respinge le fragilità che sono di tutti noi. Una società sempre più escludente, attenta solo al proprio voracissimo “benessere”. Non riusciamo più a cogliere i segnali di stanchezza, il grido di chi cerca un approdo. Rifiutiamo follemente la naturale transitorietà delle cose, di ogni singola esperienza umana, il ritmo universale di morte e rinascita.
Le varie fasi della vita non vengono più percepite nella loro naturale evoluzione che dovrebbero portare infine all’età della saggezza, a un tempo pacato, forse anche disincantato per le varie esperienze di vita, ma finalmente pronto al congedo finale. Caro Giovanni, scusa per questa intrusione, ma ti volevo solo dire che la tua scelta estrema è un pugno in faccia per ognuno di noi, che ha scelto solo il proprio privato, avendo smarrito del tutto il senso di comunità, di vicinanza, di solidarietà. Un pugno che ci costringe, finalmente, a pensare, a considerare che siamo tutti prigionieri del nostro egoismo, del vacuo gioco delle apparenze, ben attenti a non essere coinvolti in ciò che richiederebbe impegno, passione, gratuità, dignità, per poter guardare gli altri negli occhi senza sfuggirne lo sguardo. Bisogna imparare a vivere con discrezione amorevole ma non con indifferenza. Tu, Giovanni, hai chiuso la tua porta e sei uscito, ma pur in questo buio spero che ci sia un luogo dove il tuo spirito sensibile possa vibrare in un grembo finalmente più accogliente. Ciao, Maddalena Poerio”.

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