Ristrutturazione Malzoni, indagini chiuse: 17 avvisi di garanzia

AVELLINO – La Procura della Repubblica di Avellino ha emesso nella giornata di ieri 17 avvisi di garanzia in merito alla vicenda dell’accreditamento della struttura. I reati vanno dall’abuso in atti d’ufficio, al falso, all’omissione in atti d’ufficio e ad una serie di reati riguardanti le autorizzazioni e le materie edilizie con la mancata presentazione di documenti necessari al Genio civile. Ad essere raggiunti dall’informazione di garanzia per la vicenda degli accreditamenti della stru…

AVELLINO – La Procura della Repubblica di Avellino ha emesso nella giornata di ieri 17 avvisi di garanzia in merito alla vicenda dell’accreditamento della struttura. I reati vanno dall’abuso in atti d’ufficio, al falso, all’omissione in atti d’ufficio e ad una serie di reati riguardanti le autorizzazioni e le materie edilizie con la mancata presentazione di documenti necessari al Genio civile. Ad essere raggiunti dall’informazione di garanzia per la vicenda degli accreditamenti della struttura: Carmine Malzoni (fondatore della struttura sanitaria), Raffaele Ianuale (amministratore delegato), Carmelo Padula (presidente Commissione Asl), Sergio Florio (ex direttore generale dell’Asl). Nel registro degli indagati, con l’accusa di omissione in atti d’ufficio per non aver disposto la chiusura della struttura di Viale Italia nonostante mancassero i requisiti, ci sono anche tre dirigenti del Comune di Avellino: Ciro Melillo, Luigi De Cesare, e Francesco Tizzani. Indagati anche Michele Di Iorio e Giovanni Errico. Più lungo l’elenco degli indagati per i reati legati agli abusi edilizi. A partire dal tecnico che aveva dichiarato la conformità della struttura per il rilascio del certificato di agibilità, Carmine D’Orsi, stesso discorso vale anche per il tecnico progettista e direttore dei lavori della struttura, Silverio Fiacchino. Indagato anche un altro tecnico progettista, quello che si era occupato del Reparto di Neonatologia della struttura di Viale Italia. Finiscono indagati anche i titolari delle imprese che si sono occupati dei lavori effettuati alla Malzoni fino al 2014. L’inchiesta è scatta nel 2012. A Malzoni e Ianuale viene contestato di aver continuato a mantenere in piedi la struttura nonostante non avesse alcuna autorizzazione di esercizio, mancando qualsiasi adeguamento ai requisiti impiantistici, tecnologici, strutturali e organizzativi. Da questo dato, deriva tutto quello che poi è stato scoperto dalle indagini della Guardia di Finanza, che hanno eseguito acquisizioni in Comune e presso l’Asl di Avellino. A partire dall’esecuzione delle opere sequestrate nell’ottobre del 2013.

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