Palo Enel al centro di un laghetto: carabinieri lo sequestrano

MONTORO SUPERIORE – Lo scorso 17 marzo 2012 vi era stata l’inaugurazione, preceduta dall’affissione di numerose locandine con tanto di foto che pubblicizzavano la bellezza di un bellissimo lago a Montoro Superiore ove poter pescare pesci d’acqua dolce. Una iniziativa apprezzata da tanti che, muniti di canna da pesca, erano accorsi per provare l’emozione di prendere all’amo il pesce da poter poi consumare con soddisfazione sulla propria tavola. La location in effetti non tradiva le aspettative ed i molti che avevano visitato l’impianto di itticultura, erano stati più che entusiasti dell’iniziativa anche se un piccolo dubbio lo aveva suscitato la presenza di un palo dell’ENEL che spuntava proprio al centro del laghetto.
Il particolare non è invece sfuggito agli uomini del Comando Stazione Carabinieri di Montoro Superiore che hanno così avviato una serie di accertamenti tesi a verificare la liceità delle autorizzazioni concessorie finalizzate ad ottenere il permesso a costruire per la realizzazione del laghetto. Purtroppo le verifiche preliminari effettuate presso i competenti uffici del Comune di Montoro Superiore facevano immediatamente emergere che non era stata resa una fedele rappresentazione dello stato dei luoghi all’atto della presentazione dell’istanza tendente ad ottenere l’autorizzazione per la costruzione del laghetto, in quanto era stato omesso di far rilevare la presenza dell’elettrodotto che lo sovrastava, come pure la presenza del palo in zinco proprio al centro dello specchio d’acqua.
Nel corso del successivo sopralluogo effettuato dai militari dell’Arma veniva richiesto l’intervento di personale dell’Unità Operativa dell’ENEL di Avellino che, pur confermando l’avvio di una procedura tesa allo spostamento della linea di alta tensione, confermava i timori già alla base dell’indagine condotta dai Carabinieri. La presenza del palo in zinco che sorreggeva la linea elettrica costituiva un grave pericolo per l’incolumità pubblica stante il fatto che chiunque utilizzasse una canna da pesca in materiale conduttore correva il rischio di rimanere fulminato allorquando, con un lancio errato, avesse la sfortuna di rimanere impigliato in uno dei cavi elettrici. Una circostanza non così remota sia per i Carabinieri che nel corso dello scrupoloso sopralluogo, notavano la presenza di numerosi pescatori e di ben due ami con relativa lenza e galleggiante già impigliati in uno dei cavi, sia per lo stesso gestore dell’impianto che aveva vietato la pesca nella zona più vicina all’elettrodotto. Ma ulteriore pericolo poteva essere stato prodotto anche dallo scavo per la realizzazione del lago che profondo circa 1,5 m, potrebbe aver già minato la stabilità del palo stesso.
L’indagine degli uomini dell’Arma, condotta a 360°, faceva però emergere un ulteriore e altrettanto grave problema; dell’allevamento di pesci realizzato non era mai stata fatta comunicazione alcuna al competente ufficio veterinario dell’A.S.L. e per lo stesso non era stata dunque rilasciata alcuna autorizzazione con il rischio di fornire all’utenza pesci/sostanze alimentari nocive che costituivano un pericolo per la salute pubblica, integrando così la violazione degli artt. 5 e 6 L. 283/62 e art. 444 c.p.. Alla fine dei controlli che facevano emergere anche violazioni della normativa edilizia per la realizzazione abusiva di un manufatto adibito a zona bar, i militari procedevano al sequestro dell’area dell’impianto di allevamento e pesca ed al deferimento in stato di libertà, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avellino, dei responsabili della realizzazione di tali opere.

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