Mette all’incasso assegno rubato: napoletana denunciata per truffa

CRONACA MONTEMILETTO – Continua incessante l’attività dell’Arma per impedire la consumazione di truffe in genere. E proprio per questa tipologia di reato, i Carabinieri della Compagnia di Mirabella Eclano, a seguito di segnalazione da parte di un cittadino che aveva intuito di essere potenziale vittima di truffa in atto nei suoi confronti, iniziavano immediatamente un’altra attività investigativa riuscendo, in tempi brevi, ad individuare e deferite in stato di libertà alla Procura della R…

CRONACA MONTEMILETTO – Continua incessante l’attività dell’Arma per impedire la consumazione di truffe in genere. E proprio per questa tipologia di reato, i Carabinieri della Compagnia di Mirabella Eclano, a seguito di segnalazione da parte di un cittadino che aveva intuito di essere potenziale vittima di truffa in atto nei suoi confronti, iniziavano immediatamente un’altra attività investigativa riuscendo, in tempi brevi, ad individuare e deferite in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Avellino, diretta dal Procuratore Rosario Cantelmo, un’abile truffatrice, già gravata da numerosi precedenti per analoga fattispecie di reato. In particolare, a seguito di accurate indagini eseguite dai Carabinieri della Stazione di Montemiletto (Av), è stata deferita in stato di libertà una 53enne napoletana per il reato di truffa e ricettazione: si accertava che la stessa aveva provveduto ad incassare un assegno circolare di circa 1000,00 euro che era diretto al denunciante e spedito da società di energia a titolo di rimborso. Il legittimo destinatario insospettito per non aver ricevuto il titolo bancario nonostante spedito regolarmente dal mittente, sporgeva denuncia ai carabinieri. Iniziava tempestivamente attività d’indagine dalla quale emergeva che l’assegno era stato abilmente asportato durante il percorso di spedizione e poi posto all’incasso dalla truffatrice versandolo in cassa automatica sul proprio conto corrente acceso in Milano. La collaborazione della persona offesa è stata fondamentale per l’identificazione della responsabile e l’attività d’informazione dell’Arma ha consentito di evitare che la stessa portasse a compimento ulteriori truffe.

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