Giovane Gheppio salvato a Bonito e consegnato al CRAS di Napoli

Sabato 4 luglio è stato affidato alle cure veterinarie del CRAS “il Frullone” di Napoli, un pullo di Gheppio (Falco tinnunculus). Inizialmente il giovane rapace è stato soccorso da un cittadino di Bonito (AV) che, sensibile alla tutela degli animali selvatici, si è rivolto al referente locale delle ass. LIDA e LAC, Emilio Mauro Merola, il quale ha potuto contare sull’aiuto fondamentale di Gennaro Mazzola, agente di polizia municipale dello stesso comune. Infatti, quest’ultimo ha messo al corrent…

Sabato 4 luglio è stato affidato alle cure veterinarie del CRAS “il Frullone” di Napoli, un pullo di Gheppio (Falco tinnunculus). Inizialmente il giovane rapace è stato soccorso da un cittadino di Bonito (AV) che, sensibile alla tutela degli animali selvatici, si è rivolto al referente locale delle ass. LIDA e LAC, Emilio Mauro Merola, il quale ha potuto contare sull’aiuto fondamentale di Gennaro Mazzola, agente di polizia municipale dello stesso comune. Infatti, quest’ultimo ha messo al corrente dell’accaduto il sindaco De Pasquale che ha autorizzato il trasporto del piccolo falconide con l’auto di servizio dei vigili urbani. Una collaborazione tanto preziosa quanto indispensabile – quella fra associazioni e amministrazioni civiche – che ha permesso di risolvere tempestivamente il caso. Tra qualche settimana, quando il giovane Gheppio sarà ristabilito e sviluppato si può sperare che venga restituito alla natura irpina. Intanto le ass. LIDA e LAC ringraziano il sindaco di Bonito, Giuseppe De Pasquale, per la sensibilità dimostrata. Come si evince dalle foto, il pullo potrebbe avere circa 3 settimane e lo dimostra la quasi totale sostituzione del piumino con vere e proprie penne e piume da adulto… o quasi! La velocità con cui crescono i pulcini come questo Gheppio è sorprendente, ma allo stesso tempo sono molto delicati.  Il gheppio è un rapace diurno e, in quanto tale, specie “particolarmente protetta” ai sensi della legge 157/1992 (“norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”, art 2). Tuttavia negli anni addietro ha conosciuto un declino nelle aree coltivate a causa del bracconaggio e, dell’uso diffuso di insetticidi, diserbanti ed altri ‘veleni’ che hanno non solo impoverito la biodiversità delle nostre campagne, ma di conseguenza eliminato tutta la microfauna di cui si nutrono i Gheppi (ai vertici della “piramide alimentare”). Visto e considerato che i Gheppi si nutrono di coleotteri, lucertole, lombrichi e altri uccelli, ma specialmente di arvicole [e i rapaci sono la miglior difesa “biologica” contro queste amabili divoratrici di ortaggi e piante da frutto, ndr], risulta evidente quanto i Gheppi siano importanti per l’agricoltura e in che misura contribuiscano a mantenere in equilibrio l’ecosistema. Il salvataggio di un piccolo Gheppio, oggi, ha quindi un valore inestimabile per l’economia e le risorse naturali del nostro territorio.

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