Gesualdo, l’Anpas protesta contro i tagli sociali del sindaco

LA PROTESTA – La Pubblica Assistenza di Gesualdo ferma in piazza i mezzi dell’associazione come simbolo di protesta. Tutto nasce dalle parole espresse in consiglio comunale dal sindaco Domenico Forgione dove si accennava ad una rimodulazione dei servizi e sulla convenzione effettuata con delibera di Giunta Comunale n. 174 del 23/12/2014. Avendo appreso la notizia solo in sede di consiglio l’Anpas di Gesualdo ha inviato due lettere (datate 19 ottobre 2015 e …

LA PROTESTA – La Pubblica Assistenza di Gesualdo ferma in piazza i mezzi dell’associazione come simbolo di protesta. Tutto nasce dalle parole espresse in consiglio comunale dal sindaco Domenico Forgione dove si accennava ad una rimodulazione dei servizi e sulla convenzione effettuata con delibera di Giunta Comunale n. 174 del 23/12/2014. Avendo appreso la notizia solo in sede di consiglio l’Anpas di Gesualdo ha inviato due lettere (datate 19 ottobre 2015 e 01 dicembre 2015) per chiarimenti sulla questione espressa. La risposta dell’amministrazione comunale arriva con lettera aperta il 9 dicembre 2015 rimodulando i servizi come ad esempio la non inclusione del banco alimentare che conta circa 100 famiglie. La risposta dell’Anpas non si fa attendere e fornisce all’amministrazione una controproposta nel rispetto dei rapporti costi/efficacia, costi/efficienza e costi/economicità. Insomma stessi servizi della precedente convenzione, al costo della ultima proposta dell’amministrazione comunale con solo una postilla, differente erogazione dei contributi per ragioni ovvie, cioè in rispetto della continuità dei servizi citati nella legge quadro del volontariato 266/91, e nel rispetto delle leggi citate nello statuto comunale. Non avendo ricevuto risposta all’ ultima lettera e data la scadenza legale della convenzione al 31/12/2015 l’Anpas Gesualdo si vede costretta a sospendere i servizi con effetto immediato a tutela della cittadinanza e soprattutto delle fasce deboli”. Per tutti questi aspetti viene colpito il diritto di migliaia di cittadini. Per questo l’Anpas ha deciso di riorganizzarsi e di continuare a lavorare con tutti i volontari come sempre sulla qualità e la precisione del lavoro svolto fino ad ora. Si parla addirittura di autofinanziamento da parte di tutti i soci per effettuare i servizi portati avanti da oltre quindici anni sul territorio. Se il volontariato è costretto a scendere in piazza vuol dire che davvero si è superato il limite, il mondo del volontariato è fatto di persone semplici, di cittadini come tutti animati da operosità e spirito di solidarietà, raramente i cittadini si chiedono quale sia il loro ruolo nella società e di come difenderlo ed interpretarlo, il caso di Gesualdo quindi diventa emblematico: afferma la vera determinazione di quanto realizzato nella lunga storia dell’associazione di Gesualdo, ovvero di servizi che sono rivolti a persone che non possono basarsi su baratti di mercato ma su leggi e valori di solidarietà.

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