Evade detenuto del carcere di Bellizzi: era in permesso alla Caritas di Avellino

Aveva ottenuto un permesso premio ma, allo scadere del beneficio, non è rientrato nel carcere di Avellino, dove era ristretto, facendo perdere le sue tracce. “Tecnicamente si tratta di evasione, e questo non può che avere per lui gravi ripercussioni se non si costituisce al più presto”, spiega Emilio Fattorello, segretario nazionale per la Campania del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

Fattorello giudica la condotta del detenuto “un evento irresponsabile e gravissimo. L’uomo è un detenuto di origini siciliane L.B. definitivo con fine pena 2025 per rapina ed altro fruiva di un permesso di tre giorni da trascorrere presso la Caritas cittadina. Questa mattina al termine del provvedimento premiale non ha fatto rientro in Istituto. Considerato detenuto modello tanto che svolgeva mansioni lavorative all’interno del Penitenziario Irpino. Sono scattate le ricerche sul territorio e le attività investigative previste in questi casi dirette dall’Autorità Giudiziaria competente. Fallisce un altro percorso riabilitativo teso al recupero e reinserimento sociale del reo grande delusione delle varie Autorità ed operatori che avevano seguito il recluso ora evaso”.

Il SAPPE evidenzia infine che “nei primi sei mesi del 2018 si sono verificate, nelle carceri italiane, 2 evasioni da istituti penitenziari, 27 evasioni da permessi premio, 7 da lavoro all’esterno, 7 da semilibertà e 17 mancati rientri di internati. Dati minimi, rispetto ai beneficiari: si pensi che nell’interno anno 2017 sono stati concessi 34.105 permessi premio e le evasioni in tutto sono state 36, ossia lo 0,1%.  Questo non deve perciò inficiare l’istituto della concessione delle ammissioni al lavoro all’esterno o dei permessi ai detenuti”.

E’ senza appello la denuncia di Capece: “Ogni giorno giungono notizie di aggressioni a donne e uomini del Corpo in servizio negli Istituti penitenziari del Paese, sempre più contusi, feriti, umiliati e vittime di violenze da parte di una parte di popolazione detenuta che non ha alcuna remora a scagliarsi contro chi in carcere rappresenta lo Stato, evasioni. Il sistema delle carceri non regge più, è farraginoso, e le costanti e continue evasioni ne sono la più evidente dimostrazione. Ci aspettiamo provvedimenti concreti dal Ministro della Giustizia Bonafede e dal Capo dell’Amministrazione Penitenziaria Basentini”.

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