Disgrazia A16, assolto il capitano della Guardia di Finanza

CRONACA A16 – Il tempo ha solo amplificato il dolore di Mariella Zotti, la giovane vedova di Vito Daniele, l’informatico falciato in A16, in territorio comunale di Pietradefusi, dopo un controllo azzardato ad opera del capitano della Guardia di Finanza della tenenza di Ariano Irpino. Il giovane, padre di tre figli, stava rientrando da Roma a Casamassima, nel barese, e siccome non si fermò all’alt dell’ufficiale delle fiamme gialle dopo un breve inseguimento accostò la Station wagon Fiat e…

CRONACA A16 – Il tempo ha solo amplificato il dolore di Mariella Zotti, la giovane vedova di Vito Daniele, l’informatico falciato in A16, in territorio comunale di Pietradefusi, dopo un controllo azzardato ad opera del capitano della Guardia di Finanza della tenenza di Ariano Irpino. Il giovane, padre di tre figli, stava rientrando da Roma a Casamassima, nel barese, e siccome non si fermò all’alt dell’ufficiale delle fiamme gialle dopo un breve inseguimento accostò la Station wagon Fiat e dopo essere sceso dalla vettura per prendere i documenti da esibire ai militari che lo avevano fermato in un punto autostradale ad altissimo rischio fu investito da una bisarca condotta da un ucraino. Vito Daniele morì sul colpo. Inutile ogni tentativo di rianimazione. Sul posto in pochi minuti arrivarono i Vigili del Fuoco e la Polstrada della sottosezione di Avellino ovest per ricostruire la dinamica della disgrazia. Cinque anni dopo e dopo un lungo processo oggi, nel tribunale di Benevento, c’è stata l’assoluzione del capitano della Guardia di Finanza per non aver commesso il fatto, e la condanna invece dell’autotrasportatore ucraino. Ecco lo sfogo della vedova Daniele, Mariella Zotti. “La sentenza di oggi non è una novità- dice alla nostra redazione la giovane donna pugliese che da allora si batte per ottenere giustizia- . Questo caso è sempre stato trattato come un semplice sinistro stradale. Ho cercato di cambiare le cose con elementi oggettivi ma la procura di Benevento mi è stata sempre ostile nella ricerca ostinata di verità e giustizia: oggi ne ho avuto la prova certa. Faccio un appello: se qualcuno ha visto cosa è successo quel maledetto sabato di maggio si faccia avanti solo così Vito avrà giustizia”.

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