Bus in scarpata, svolta la prima udienza davanti al Gup

AVELLINO – Si è tenuta stamane l’udienza preliminare sulla richiesta di rinvio a giudizio di 15 persone, ritenute dalla Procura del capoluogo irpino responsabili a vario titolo della morte di 40 persone che il 28 luglio del 2013 persero la vita a bordo del bus precipitato dal viadotto Acqualonga dell’A16 Napoli-Canosa, nel territorio di Monteforte Irpino. L’udienza, presieduta dal Gup del Tribunale di Avellino Gianfrancesco Fiore, si svolge a porte chiuse nell’aula ricavata all’interno de…

AVELLINO – Si è tenuta stamane l’udienza preliminare sulla richiesta di rinvio a giudizio di 15 persone, ritenute dalla Procura del capoluogo irpino responsabili a vario titolo della morte di 40 persone che il 28 luglio del 2013 persero la vita a bordo del bus precipitato dal viadotto Acqualonga dell’A16 Napoli-Canosa, nel territorio di Monteforte Irpino. L’udienza, presieduta dal Gup del Tribunale di Avellino Gianfrancesco Fiore, si svolge a porte chiuse nell’aula ricavata all’interno del complesso monumentale del Carcere Borbonico di Avellino. Nell’udienza del 22 ottobre scorso, il Gup ha ammesso la costituzione di 113 parti civili e in quella di oggi, dovrà valutare la richiesta delle parti offese di citare in giudizio i presunti responsabili civili al fine di ottenere, in sede penale, gli eventuali risarcimenti, e successivamente dare la parola alla pubblica accusa, rappresentata dal Procuratore capo di Avellino, Rosario Cantelmo, e dai pm Cecilia Annecchini e Adriano Del Bene, per la presentazioni delle richieste. I 15 indagati, tra i quali i vertici della società Autostrade spa, sono chiamati a rispondere, a vario titolo, di reati che vanno dall’omicidio colposo plurimo al disastro colposo, ma anche di falso in atto pubblico e omissione in atti di ufficio.

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