Commercio illegale di auto: arresti e perquisizioni anche in Irpinia

Arresti e perquisizioni a Genova, Savona, Roma e Avellino, tre persone in carcere, due ai domiciliari, quattro con l’obbligo di dimora.

Questi i risultati dell‘operazione “Lockwheel” condotta dalla Guardia di Finanza di Genova e Agenzia delle Dogane che ha smantellato un maxi giro di importazioni ed esportazioni illegali di auto il fra l’Italia e l’estero.

Le misure cautelari sono state emesse dal Tribunale di Genova, l’inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Marcello Maresca e dal procuratore aggiunto Francesco Pinto.

In carcere sono finiti Dimitri Bavastrello, Nicola Zaccheo, Iuri Chiusi tutti di Genova.

Arresti domiciliari per Giuseppe Ariganello di Roma e Ciro Ruta di Monteforte Irpino.

Obbligo di dimora per Maurizio Degortes di Genova, Valentina Colomba, Tiziana Ravano e Raoul Brugnatelli tutti residenti in Liguria.

Mercedes, Audi, Bmw acquistate in Germania ma anche Francia e Spagna tramite società “cartiere” ma fatte passare come acquisti da parte di privati per truffare il fisco.

I reati contestati sono relativi ad un’associazione per delinquere, finalizzata alla dichiarazione fraudolenta IVA, attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, occultamento di scritture contabili e falso in atto pubblico.

Una truffa che è fruttata 9 milioni di euro, tra il 2016 ad oggi.

Sostanzialmente i principali responsabili di questa organizzazione che erano titolari di società fittizie acquistavano autovetture sopratutto sul mercato tedesco.

La normativa prevede che la società italiana che acquista dal fornitore tedesco non paghi l’Iva in Germania, ma paghi in Italia all’atto di immatricolazione.

Attraverso un’agenzia di pratiche auto che falsificava una serie di documenti risultava che l’auto fosse stata acquistata da un privato con la dichiarazione che aveva assolto l’Iva in quel Paese.

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