Arrestato referente di Salvini in Irpinia: particolari dell’operazione

“L’avventura di Noi con Salvini non è cominciata nel migliore dei modi in Campania visto che, dopo l’arresto dell’ex sindaco di Torre del Greco, Ciro Borriello, dichiaratosi vicino ai leghisti, è arrivato l’arresto del responsabile dell’area della Valle Caudina, Guido Coletta”: lo ha dichiarato il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli.

Il riferimento a Guido Coletta, 38 anni, riguarda l’arresto avvenuto nell’ambito di un’inchiesta che ha visto la Guardia di Finanza impegnata in mezza Italia, e anche gli uomini del Comando Provinciale di Avellino. (leggi qui)

Secondo l’accusa, Coletta sarebbe l’intestatario di una società veneta ed avrebbe occupato una posizione di rilievo nell’ambito dell’indagine poicè risulterebbe, in base all’accusa, amministratore di fattomolte altre coinvolte nella frode carosello.

  (nella foto: Guido Coletta)

Oltre a Coletta, che da un mese è vice presidente della squadra Audax Cervinara, ci sono anche altri tre irpini coinvolti: l’avellinese Ciro Troncone, 45 anni, con esercizio commerciale nella zona periferica della città capoluogo, Guido Troncone, 46 anni avellinese ma residente in Austria e un irpino residente a Lugano.

L’operazione, denominata “Rekord” e diretta dalla Procura della Repubblica di Como, è stata dettagliatamente illustrata nel corso di una conferenza stampa presieduta dal Procuratore della Repubblica di Como Nicola Piacente, il comandante della Guardia di Finanza Alberto Catalano, i vertici del nucleo di polizia tributaria e dell’agenzia delle Dogane di Como (nella foto).

Tutto cominciò nel novembre 2015 in seguito a un banale controllo alla dogana di Ponte Chiasso per l’esportazione di materiale informatico (pen drive e lampadine) verso la Svizzera: i funzionari delle Dogane furono insospettiti dal valore assai elevato del materiale nettamente superiore rispetto a quello di altri marchi ben più noti  per prodotti non più in commercio.

Da lì sono scattate le indagini che hanno riguardato un sodalizio criminoso (operativo nanche in Svizzera, Spagna, Austria, Slovacchia, Malta) finalizzato alla perpetrazione di più reati fiscali, tra cui quelli di emissione di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione fraudolenta, omessa dichiarazione, dichiarazione infedele al fine di evadere le imposte ed altri reati tributari, nell’ambito della commercializzazione di materiale elettrico e prodotti per l’ elettronica.

Il sistema di frode sarebbe stato realizzato mediante la costituzione di società definite “cartiere”: : la d.i. Europa Allestimenti  di Naimoli Luciano con sede in Salerno; Imp.Ri. s.r.l.  e New Trade s.r.l. entrambe di Qualiano (NA);  Mystopstore s.r.l., Web 2014 s.r.l. e  Orion s.r.l. tutte con sede a  Roma; Hiko s.r.l. con sede legale in Nocera Inferiore.

Oltre alle società “cartiere”, secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, esistevano anche società “filtro” e società “broker”, le rivenditrici finali, operanti nel mercato della grande distribuzione. “La stessa merce veniva poi reintrodotta nel circuito fraudolento tramite cartiere estere”, ha spiegato Riccardo Scuderi, comandante del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza precisando: “Alcune merci circolavano anche cinque volte in maniera molto veloce”.

Secondo l’indagine, a capo delle “cartiere” venivano messi dei prestanome: “Abbiamo rilevato una grande disinvoltura nell’uso dei prestanome e una spregiudicatezza nello scegliere le cosiddette “teste di legno” – ha spiegato Samuel Bolis, comandante del gruppo tutela economia del nucleo di polizia tributaria della Finanza – Allo stesso modo alle società “broker” abbiamo contestato il fatto di non sapere chi fossero i loro fornitori o clienti anche a fronte di dati macroscopici: una delle aziende, ad esempio, aveva come sede Gotham city.

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Attraverso alcune società estere, il materiale veniva esportato e reintrodotto in Italia. La frode all’Erario è stata determinata  dal preventivato omesso versamento periodico dell’IVA fatturata sulle vendite effettuate dalle “cartiere”;  dalla creazione, in capo alle società rivenditrici “broker”, di ingenti crediti Iva. Le società filtro utilizzate hanno sede in varie parti d’Italia (Verona, Castel d’Azzano  Nola, Roma, Pozzuoli, Napoli, Cervia). 

Secondo l’indagine, l’organizzazione (transnazionale e di tipo piramidale) sarebbe composta da 35 persone: 4 membri del direttorio, 13 amministratori di società “filtro” o “broker”, 5 soggetti intestatari di società estere che alimentano la frode, 13 soggetti “teste di legno”.

L’operazione, che visto l’impiego di oltre 100 militari, ha quindi portato alla denuncia a piede libero di 35 persone, di cui 17 hanno ricevuto un’ordinanza di custodia cautelare.

Sono stati disposti sequestri preventivi per circa 85 milioni di euro. Una maxifrode fiscale del valore complessivo di 300 milioni di euro di imponibile, 60 milioni di Iva evasa e 25 milioni di imposte sui redditi sottratte al fisco.

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