Stadio Partenio, Festa sfida il Comune: «Convocate i capigruppo»

L’ex sindaco chiede un confronto sulla proposta dell’Us Avellino e chiama in causa il Prefetto

Festa accusa l’amministrazione di immobilismo sul nuovo Partenio-Lombardi. Sul tavolo il piano del club, con lavori tra il 2027 e il 2029. «La città e i tifosi meritano rispetto».

Piove sulla città e, per Gianluca Festa, le nuvole si addensano anche su Palazzo di Città. L’ex sindaco di Avellino, oggi consigliere comunale di opposizione, interviene sulla partita del nuovo Partenio-Lombardi e sollecita l’amministrazione guidata dal sindaco Nello Pizza ad aprire immediatamente il confronto in Consiglio comunale.

 

Al centro dell’intervento c’è la proposta avanzata dall’Us Avellino del presidente Angelo Antonio D’Agostino per la ricostruzione dello stadio. Una questione che, secondo Festa, non può restare confinata al confronto tra società e amministrazione, ma deve coinvolgere i consiglieri comunali, chiamati a rappresentare la città e ad assumersi la responsabilità delle scelte sul futuro dell’impianto.

La richiesta di Festa: «Si convochino i capigruppo»

«Piove sulla città, ma si addensa la nube anche sull’amministrazione comunale di Avellino», attacca Festa, mostrando la proposta presentata dalla società biancoverde. L’ex sindaco richiama quindi il cronoprogramma prospettato dal club: «Questa è la proposta che l’Us Avellino, nella persona del presidente D’Agostino, ha presentato all’attenzione della maggioranza per realizzare lo stadio in due anni. Luglio ’27, estate del ’29, 24 mesi per restituire un Partenio ricostruito alla tifoseria biancoverde».

Da qui la pressione politica sulla maggioranza. Festa sostiene che l’opposizione abbia chiesto già da due giorni la convocazione di una conferenza dei capigruppo per discutere il dossier. «I consiglieri sono stati votati e legittimamente rappresentano la comunità avellinese. Ebbene, da due giorni nulla si muove. L’amministrazione ha paura di parlare di questo argomento? Io credo che sia doveroso farlo».

L’affondo si accompagna a un ultimatum. Se la convocazione non dovesse arrivare entro domani, mercoledì 9 settembre, l’ex sindaco annuncia l’intenzione di rivolgersi al Prefetto di Avellino. «La città e i tifosi biancoverdi meritano rispetto», è il messaggio con cui Festa alza ulteriormente il livello dello scontro politico.

La proposta dell’Us Avellino

Il dossier è tornato con forza al centro dell’agenda cittadina dopo la Pec inviata il 3 settembre dall’Us Avellino al Comune di Avellino. Le ricostruzioni emerse nelle ultime ore indicano la possibilità di procedere attraverso un partenariato pubblico-privato per un nuovo impianto da circa 21mila posti. La proposta prevede una partecipazione finanziaria del club insieme alle risorse pubbliche, con l’obiettivo di arrivare rapidamente alla definizione del nuovo progetto.

Il quadro temporale riportato dalle fonti pubblicate oggi indica la presentazione del progetto preliminare entro la fine di ottobre e l’apertura del cantiere nell’agosto 2027, con conclusione nel 2029. Una scansione leggermente diversa da quella richiamata da Festa, che nel suo intervento parla di luglio 2027 e di ventiquattro mesi complessivi. I lavori dovrebbero procedere per settori, così da consentire, per quanto possibile, la prosecuzione dell’attività sportiva al Partenio-Lombardi durante il cantiere.

Rispetto al vecchio progetto firmato dall’architetto Gino Zavanella, l’ipotesi oggi allo studio non comprenderebbe la galleria commerciale né il parcheggio sotterraneo. L’impianto verrebbe invece completamente coperto. Nei prossimi giorni è atteso un nuovo confronto tra il sindaco Nello Pizza e il presidente Angelo Antonio D’Agostino per approfondire gli aspetti tecnici, amministrativi e finanziari dell’operazione.

Lo stadio diventa terreno di scontro politico

Il nuovo intervento di Festa sposta ora il confronto dal piano tecnico a quello istituzionale. Solo poche settimane fa il sindaco Pizza aveva ribadito pubblicamente che sarebbe stato il Comune di Avellino a guidare la realizzazione del nuovo stadio. La proposta arrivata dall’Us Avellino ha però modificato lo scenario, riaprendo concretamente la strada a una collaborazione tra pubblico e privato.

Per l’opposizione, è proprio questo passaggio a rendere necessario un confronto immediato tra le forze politiche. Festa reclama il coinvolgimento del Consiglio comunale e trasforma il silenzio sulla richiesta di convocazione dei capigruppo in un nuovo fronte di attacco alla maggioranza. Sullo sfondo resta una questione che supera la dialettica tra gli schieramenti: tempi, finanziamenti e modalità con cui Avellino potrà dotarsi di un nuovo stadio senza interrompere il legame tra la squadra e il suo storico impianto.

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