Marcantonio Spera contesta la sponsorizzazione dell’U.S. Avellino: «Non ho mai votato il provvedimento». Dubbi sulle cifre, documenti non accessibili e verifiche contabili alimentano le difficoltà politiche.
La sponsorizzazione della Provincia di Avellino a favore dell’U.S. Avellino apre una frattura nella nuova amministrazione dell’ente di Palazzo Caracciolo. Il vicepresidente Marcantonio Spera prende nettamente le distanze dall’operazione, definendola politicamente inopportuna e giuridicamente rischiosa.
Spera precisa di non avere mai votato il provvedimento e sottolinea che neppure il consigliere provinciale Luigi D’Angelis avrebbe espresso un voto favorevole. Una puntualizzazione arrivata dopo settimane di polemiche sul valore dell’accordo e sulle procedure seguite per impegnare le risorse pubbliche.
I dubbi sulle cifre dell’accordo
La sponsorizzazione era stata presentata inizialmente come un investimento da un milione di euro destinato a promuovere l’Irpinia attraverso la squadra biancoverde. Secondo quanto riferito da Spera, tuttavia, il valore complessivo dell’operazione sarebbe più elevato e distribuito su diverse annualità.
Il vicepresidente sostiene che l’impegno economico raggiungerebbe complessivamente i due milioni di euro, comprendendo 800mila euro relativi all’annualità in corso e altri 200mila euro già imputati all’esercizio successivo. Elementi che avrebbero sollevato perplessità anche tra alcuni componenti del Consiglio provinciale.
La Provincia aveva annunciato la partnership nel giugno 2025, presentandola come uno strumento di marketing territoriale capace di portare il nome dell’Irpinia sui campi della Serie B. Per Spera, però, la promozione del territorio non può prescindere dalla verifica della sostenibilità economica e della legittimità amministrativa dell’investimento.
La richiesta di accesso agli atti
Al centro della contestazione c’è anche la documentazione amministrativa. Spera riferisce di avere presentato il 30 marzo 2026 una richiesta formale di accesso agli atti, seguita da un successivo sollecito. La risposta sarebbe arrivata il 24 aprile, giorno della convocazione del Consiglio provinciale, con la comunicazione che i documenti richiesti non erano accessibili.
Il vicepresidente riferisce di non avere mai potuto esaminare gli atti relativi alla sponsorizzazione e aggiunge che, per quanto a sua conoscenza, nessun consigliere provinciale avrebbe avuto materialmente accesso alla documentazione.
Una circostanza che sposta il confronto dal terreno della sola opportunità politica a quello della trasparenza amministrativa. Spera respinge inoltre ogni ricostruzione che gli attribuisca esitazioni o cambi di posizione dopo la nomina a vicepresidente, conferita dal presidente della Provincia Fausto Picone.
Le verifiche e il rischio contabile
Sulla vicenda sarebbero in corso approfondimenti di natura contabile. Uno dei revisori avrebbe espresso valutazioni negative, evidenziando possibili profili di responsabilità amministrativa e il rischio di un danno erariale. La sponsorizzazione, in particolare il suo eventuale rinnovo, resta quindi al centro delle verifiche degli organismi competenti.
Spera riconosce il legame profondo tra l’Irpinia e i colori biancoverdi, ma invita a separare la passione sportiva dalle responsabilità istituzionali.
«L’amore per una squadra di calcio non può sostituire il dovere di garantire il corretto utilizzo del denaro pubblico», dice.
La richiesta è quella di riportare il confronto sulla piena conoscibilità degli atti, sulla congruità della spesa e sulle priorità dell’ente. Il futuro della partnership tra la Provincia di Avellino e l’U.S. Avellino dipenderà ora dagli esiti degli approfondimenti amministrativi e contabili.

