Nel suo intervento a Palazzo Caracciolo, Marcantonio Spera ringrazia il presidente Fausto Picone e rilancia il ruolo della Provincia: «Basta considerarci un ente minore, dobbiamo affrontare insieme i problemi dell’Irpinia».
C’è la soddisfazione per quanto già realizzato, ma soprattutto la volontà di aprire una fase nuova. Nel suo intervento davanti al Consiglio provinciale, Marcantonio Spera, sindaco di Grottaminarda e nuovo vicepresidente della Provincia di Avellino, ha affidato alle parole della rinascita e della responsabilità il senso politico del proprio incarico.
Il primo pensiero è andato al lavoro presentato dal presidente Fausto Picone, al quale Spera ha riconosciuto un cambio di passo nell’organizzazione e nell’approccio dell’amministrazione provinciale. Un’impressione maturata durante la campagna elettorale e rafforzata, ha spiegato, dalle prime decisioni assunte e dai risultati già visibili.
L’ intervento audio del vice presidente Spera
Il segnale del cambiamento
L’inaugurazione della sala provinciale è stata indicata dal vicepresidente come il simbolo concreto di una stagione diversa. Non soltanto un intervento sugli spazi dell’ente, ma la testimonianza di una macchina amministrativa che prova a recuperare centralità, efficienza e capacità di programmazione.
Spera ha ricordato anche le difficoltà vissute nella precedente consiliatura, quando aveva avvertito una sensazione di impotenza davanti ai limiti e alle criticità della Provincia. Una fase che ora, nelle sue parole, deve essere superata attraverso un metodo più operativo e una maggiore condivisione delle responsabilità.
«Questa volta aver inaugurato la sala è il segno tangibile di un cambiamento e di un approccio diverso», ha sottolineato, collegando il risultato alle iniziative illustrate da Picone e alle prime scelte compiute dal nuovo vertice dell’ente.
La fiducia del presidente
Nel passaggio più personale dell’intervento, il vicepresidente ha ringraziato Fausto Picone per la fiducia ricevuta. La nomina di Spera è stata formalizzata con il decreto presidenziale numero 1 dell’11 giugno 2026 e non comporta nuovi oneri finanziari per l’ente. In caso di assenza o impedimento del presidente, sarà il vicepresidente a esercitarne le funzioni.
«Spero che, oltre alle motivazioni tecniche, ci sia stata anche una motivazione personale», ha affermato Spera, rivolgendo al presidente un ringraziamento per quanto già avviato e per il lavoro che dovrà essere sviluppato durante il mandato.
Il sindaco di Grottaminarda, rieletto consigliere provinciale nel marzo scorso, aveva già annunciato un impegno pieno al servizio dell’intero territorio irpino, indicando nella collaborazione tra amministratori uno degli assi della nuova esperienza provinciale.
La Provincia non è un ente minore
Il punto politico centrale dell’intervento riguarda la legittimazione della Provincia. Secondo Spera, la definizione di ente di secondo livello non può trasformarsi in una diminuzione del valore istituzionale e democratico dell’amministrazione.
Il presidente e i consiglieri provinciali vengono scelti da sindaci e consiglieri comunali, a loro volta eletti direttamente dai cittadini. Per questa ragione, ha spiegato, gli amministratori provinciali devono sentirsi pienamente legittimati a rappresentare le comunità e ad assumere decisioni che incidono sulla vita dei territori.
«Dobbiamo smetterla di piangerci addosso», ha detto il vicepresidente, respingendo l’idea di una Provincia destinata a svolgere un ruolo marginale. L’obiettivo dichiarato è restituire autorevolezza all’ente e rafforzarne la capacità di coordinamento su strade, scuole, ambiente, pianificazione e sviluppo delle aree interne.
Risorse e collaborazione tra gli enti
Spera ha riconosciuto che i finanziamenti disponibili restano limitati, ma ha invitato a utilizzarli con maggiore efficacia, evitando dispersioni e sovrapposizioni. La strada indicata è quella della sinergia con i Comuni, la Regione Campania, gli organismi territoriali e le altre istituzioni coinvolte nella programmazione.
La Provincia, nella sua visione, deve diventare il luogo in cui le esigenze delle diverse comunità irpine trovano sintesi e rappresentanza. Un compito particolarmente rilevante per i piccoli centri, spesso privi delle strutture tecniche necessarie per seguire progetti complessi e intercettare opportunità finanziarie.
«La macchina amministrativa è forte e le competenze ci sono», ha ricordato, chiedendo di affrontare i problemi senza esitazioni e con un’impostazione orientata ai risultati.
Una squadra al servizio dell’Irpinia
Il vicepresidente ha infine assicurato la propria disponibilità nei confronti di tutti i consiglieri provinciali, al di là degli schieramenti. Il richiamo allo spirito di squadra accompagna l’intero intervento e rappresenta il metodo con cui Spera intende interpretare il nuovo ruolo.
Nelle sue parole emerge la volontà di trasformare l’entusiasmo della fase iniziale in un percorso amministrativo stabile. Non una semplice dichiarazione di intenti, ma un impegno a costruire una Provincia capace di ascoltare i sindaci, coordinare le politiche territoriali e offrire risposte alle comunità.
La sfida sarà verificare se il nuovo corso riuscirà a tradurre la spinta politica e istituzionale delle prime settimane in interventi concreti. Spera indica la direzione: superare le divisioni, utilizzare al meglio le risorse e restituire alla Provincia di Avellino un ruolo riconoscibile nella crescita dell’intera Irpinia.

