Provincia, Forza Italia rivendica la vittoria di Picone

Dopo l’elezione di Fausto Picone alla guida della Provincia di Avellino, Forza Italia rivendica il peso dei suoi amministratori e apre la fase del rilancio del centrodestra irpino.

L’elezione di Fausto Picone alla presidenza della Provincia di Avellino diventa anche un passaggio politico per Forza Italia. Il segretario provinciale Angelo Antonio D’Agostino ha rivendicato il sostegno del partito alla candidatura del sindaco di Candida, indicandola come la proposta più solida e radicata per l’Irpinia. Il risultato, secondo la lettura azzurra, conferma il ruolo determinante degli amministratori locali di Forza Italia nella costruzione della maggioranza che ha portato Picone a Palazzo Caracciolo.

La vittoria di Picone

Il voto provinciale, riservato a sindaci e consiglieri comunali, ha chiuso la sfida tra Fausto Picone e il presidente uscente Rizieri Buonopane, sindaco di Montella. Secondo i dati pubblicati Picone ha ottenuto 53,561 voti ponderati espressi  da 743 amministratori, contro i 35.072 voti ponderati di Buonopane, sostenuto da 426 amministratori. La fascia dei Comuni con meno di tremila abitanti è risultata decisiva nell’esito della competizione.

Per D’Agostino, il successo premia una leadership riconoscibile, capace di dialogare con i sindaci e di rappresentare le esigenze delle comunità irpine. La candidatura di Picone era stata sostenuta anche da Casa Riformista e da un fronte civico e moderato più ampio, in un quadro politico segnato da convergenze trasversali e da una competizione interna agli equilibri territoriali.

Il ruolo degli amministratori azzurri

Nel commento del segretario provinciale, il punto centrale è il contributo degli amministratori di Forza Italia. Sindaci, consiglieri comunali e riferimenti locali del partito vengono indicati come il motore di una scelta maturata nei territori, non solo nelle segreterie. La linea rivendicata è quella di un sostegno leale al nuovo presidente, con l’obiettivo di rendere la Provincia un riferimento concreto per i Comuni.

Il richiamo a Palazzo Caracciolo non è soltanto istituzionale. Per gli azzurri, la nuova presidenza dovrà riaprire un rapporto diretto con gli amministratori locali su temi come viabilità, scuole, investimenti e servizi alle aree interne. È su questi dossier che Forza Italia annuncia di voler sostenere il lavoro di Picone, puntando su concretezza amministrativa e presenza nei territori.

Il centrodestra dopo il voto

La dichiarazione di D’Agostino guarda anche alla fase successiva. Chiusa la partita per la Provincia, il segretario azzurro indica la necessità di costruire un centrodestra più solido, con partiti organizzati e capaci di diventare punti di riferimento stabili per gli amministratori locali. La lettura politica è chiara: il risultato di Avellino può diventare un banco di prova per rimettere in asse la coalizione, dopo settimane segnate da tensioni e posizionamenti differenti.

Forza Italia punta a capitalizzare il risultato dentro una strategia più ampia. La nuova segreteria provinciale rivendica una linea fondata su radicamento, relazioni amministrative e capacità di governo. Il sostegno a Picone diventa così il primo tassello di una fase in cui gli azzurri vogliono rafforzare il proprio peso nel centrodestra irpino e nella governance degli enti locali.

La sfida amministrativa

Per Fausto Picone il successo elettorale apre ora la fase più complessa. La vittoria dovrà essere tradotta in una guida stabile dell’ente, chiamato a rispondere alle necessità di un territorio frammentato, composto da piccoli Comuni e aree interne che chiedono infrastrutture, manutenzione, programmazione e ascolto. Il voto di secondo livello ha consegnato un mandato politico netto, ma la tenuta della nuova maggioranza si misurerà sulle scelte amministrative.

La posizione di Forza Italia conferma che la presidenza Picone nasce dentro un equilibrio largo, nel quale il contributo dei partiti e degli amministratori civici sarà decisivo. La Provincia torna così al centro della partita politica irpina, non solo come ente di coordinamento, ma come luogo in cui testare alleanze, leadership e capacità di governo.

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