Il quadro politico della Provincia di Avellino si accende all’improvviso. Con una mossa inattesa, il presidente uscente Rino Buonopane ha indetto le elezioni provinciali anticipando la decisione del Tar e sparigliando gli equilibri tra le coalizioni.
La scelta non è soltanto tecnica. Anticipando il voto, infatti, i consiglieri comunali di Avellino e Ariano Irpino potrebbero restare fuori dal corpo elettorale. Un dettaglio che pesa, perché modifica il sistema del voto ponderato e ridefinisce i rapporti di forza.
Gli schieramenti in campo
La sfida si articola su quattro candidati. Oltre a Rino Buonopane, in corsa ci sono Beniamino Palmieri, Gerardo Santoli e Paolo Spagnuolo.
Il Partito Democratico si presenta diviso. Da una parte l’area vicina a Elly Schlein sostiene Buonopane insieme al Movimento 5 Stelle e ai socialisti. Dall’altra, l’ala riformista legata a Enzo Alaia punta su Palmieri.
Nel campo opposto, il centrodestra non trova una sintesi. Paolo Spagnuolo rappresenta Forza Italia, mentre una parte dell’area guarda con interesse alla proposta civica di Santoli, che prova a intercettare amministratori locali lontani dalle logiche di partito.
Una partita senza favorito
Il vero terreno di scontro non è l’opinione pubblica ma il voto degli amministratori. Le elezioni provinciali, infatti, sono di secondo livello: votano solo sindaci e consiglieri comunali.
L’assenza dei rappresentanti dei grandi centri sposta il peso verso i piccoli comuni. Qui Buonopane parte con una rete consolidata, mentre Palmieri può contare su un radicamento forte in alcune aree interne.
Il confronto appare equilibrato. Gli osservatori locali parlano di un testa a testa tra i due principali candidati, con numeri molto vicini e margini ridotti.
L’incognita civica e il ruolo del centrodestra
A rendere imprevedibile la sfida è il ruolo di Gerardo Santoli, capace di raccogliere consensi trasversali tra amministratori civici. La sua candidatura potrebbe sottrarre voti sia al centrosinistra sia al centrodestra.
Paolo Spagnuolo, invece, mantiene una base solida ma paga la frammentazione del suo schieramento. Senza un accordo unitario, il rischio è quello di disperdere voti decisivi.
Nel frattempo emergono i temi centrali per gli amministratori: gestione di rifiuti e acqua, supporto ai progetti del Pnrr, autonomia dei territori. Questioni concrete che influenzeranno più delle sigle politiche.
Verso il voto decisivo
La mossa di Buonopane ha accelerato i tempi ma non ha chiarito il risultato. La partita resta apertissima e si giocherà su pochi voti ponderati.
In un contesto frammentato, saranno determinanti le reti locali e gli accordi dell’ultimo minuto. Palazzo Caracciolo si prepara così a una delle elezioni più incerte degli ultimi anni.





