Pannella e il carcere, convegno a Bellizzi Irpino

Il 14 luglio visita di Nessuno tocchi Caino e Camera Penale Irpina

Delegazione nel carcere di Bellizzi per incontrare detenuti e personale. Nel teatro dell’istituto il convegno sul pensiero di Marco Pannella e sull’emergenza penitenziaria.

Il carcere come banco di prova della coscienza civile del Paese. È questo il filo che guiderà l’iniziativa in programma martedì 14 luglio nella Casa circondariale di Bellizzi Irpino, ad Avellino, dove una delegazione di Nessuno tocchi Caino e della Camera Penale Irpina visiterà l’istituto per incontrare la comunità penitenziaria e verificare le condizioni di vita delle persone detenute e quelle di lavoro del personale.

La visita nell’istituto

La giornata prenderà il via alle 10 con l’ingresso della delegazione nel carcere. L’obiettivo dichiarato è ascoltare chi vive e lavora ogni giorno all’interno dell’istituto, portando al centro dell’attenzione pubblica non solo la condizione dei detenuti, ma l’intero sistema penitenziario, fatto anche di agenti, operatori, educatori, personale amministrativo e direzione.

Alle 14, nel teatro della struttura, si terrà il convegno dal titolo “La comunità penitenziaria: il carcere secondo Pannella”. Ad aprire e moderare i lavori saranno Gaetano Aufiero, presidente della Camera Penale Irpina, e Sergio D’Elia, segretario di Nessuno tocchi Caino, associazione fondata nel 1993 nell’area radicale e legata alla battaglia abolizionista e garantista di Marco Pannella.

Gli interventi annunciati

Al confronto parteciperanno il provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria della Campania, Carlo Berdini, la direttrice dell’istituto, Maria Rosaria Casaburo, e il capo dell’area trattamentale, Arcangelo Zarrella. Sono annunciati anche Rita Bernardini, Elisabetta Zamparutti, Bruno Gambardella, Sabino Morano e Giovanna Perna.

L’iniziativa si inserisce nel percorso promosso per il decennale della scomparsa di Marco Pannella, morto nel 2016. Per il leader radicale, il carcere non era soltanto il luogo della pena, ma lo spazio nel quale si misurano la legalità dello Stato, la dignità della persona e la qualità democratica delle istituzioni.

Il carcere secondo Pannella

Nel titolo scelto dagli organizzatori c’è una precisa impostazione politica e culturale. La “comunità penitenziaria” non coincide soltanto con i detenuti, ma comprende tutti coloro che vivono l’istituto: chi è ristretto, chi lavora nella sicurezza, chi svolge funzioni educative, sanitarie e trattamentali. È una visione che richiama la lunga battaglia radicale contro il sovraffollamento, per l’amnistia, per condizioni di detenzione compatibili con la Costituzione e con la dignità umana.

Il convegno di Bellizzi Irpino punta quindi a trasformare la memoria di Pannella in un’occasione di verifica concreta. Non una semplice commemorazione, ma un momento di confronto dentro il carcere, nel luogo in cui le criticità del sistema diventano esperienza quotidiana.

L’emergenza sovraffollamento

Il contesto nazionale rende il tema particolarmente urgente. Secondo i dati diffusi nel 2026, nelle carceri italiane sono presenti oltre 64 mila detenuti, con un tasso reale di affollamento indicato da Antigone al 139,1 per cento al 30 aprile, a fronte di posti effettivamente disponibili poco sopra quota 46 mila.

Anche i dati del Ministero della Giustizia, aggiornati al 31 maggio 2026, confermano una pressione elevata sugli istituti penitenziari, con 64.741 detenuti presenti a livello nazionale. Il tema non riguarda solo i numeri, ma la possibilità concreta di garantire spazi, assistenza sanitaria, attività trattamentali, lavoro, relazioni familiari e sicurezza per chi è ristretto e per chi presta servizio.

Una giornata di confronto civile

La scelta di svolgere il convegno all’interno del teatro del carcere ha un significato preciso. Porta il dibattito pubblico dentro l’istituzione penitenziaria e consente di guardare al carcere non come a un luogo separato dalla società, ma come a una sua parte essenziale e spesso rimossa.

Per Nessuno tocchi Caino e la Camera Penale Irpina, il richiamo a Pannella serve a riaprire una discussione che non può essere confinata alle emergenze. Il carcere, nella loro impostazione, resta il punto in cui lo Stato deve dimostrare di saper unire sicurezza, legalità e umanità. La visita del 14 luglio a Bellizzi Irpino sarà dunque un passaggio simbolico e operativo insieme, nel segno di una battaglia civile che continua a interrogare politica, giustizia e società.

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