Noviello, candidato NdC con Pizza: “Il centro è la risposta più giovane. Avellino deve dare futuro”

Emiliano Noviello, candidato al Consiglio comunale di Avellino con Noi di Centro a sostegno di Nello Pizza sindaco, ha pochi dubbi. Le amministrative vedono in campo tre candidati alla fascia tricolore: Nello Pizza per il Campo Largo, Laura Nargi e Gianluca Festa.

Emiliano Noviello, da dove nasce la sua candidatura alle Comunali di Avellino?

«Nasce dalla vita reale, non dalla teoria. Vengo da un percorso fatto di lavoro vero: gli studi da geometra, gli anni nei cantieri dell’azienda di famiglia, il confronto quotidiano con responsabilità, decisioni concrete, problemi da risolvere. Poi ho scelto di mettermi in gioco nel commercio. Da quindici anni gestisco una tabaccheria insieme a mio fratello. Questo significa stare ogni giorno tra le persone, ascoltare, capire, affrontare difficoltà reali senza alibi».

Perché ha scelto di candidarsi con Noi di Centro nella coalizione di Nello Pizza?

«Perché oggi siamo davanti a una scelta politica chiara. In un tempo in cui tutto si radicalizza, in cui si urla più di quanto si costruisce, io ho scelto il centro. Non per comodità, ma per convinzione. Il centro non è un luogo indefinito, non è una posizione di attesa: è una scelta politica precisa. Significa equilibrio, responsabilità, capacità di tenere insieme senza dividere».

Lei insiste molto sulla parola “centro”. Che cosa significa, concretamente, in questa campagna elettorale?

«Significa governo. Al di là delle etichette e delle narrazioni, il centro ha una storia fatta di amministrazione, risultati, scelte anche difficili ma concrete. E oggi quella storia non è un peso, è una base da cui ripartire. Anzi, credo che debba essere la risposta più moderna a una politica che spesso preferisce lo scontro alla soluzione dei problemi».

Il centro può parlare anche ai giovani?

«Sì, e lo dico con chiarezza: il centro è giovane. È giovane perché rifiuta gli estremismi. È giovane perché guarda ai problemi reali, non alle bandiere. È giovane perché parla a chi vuole costruire il proprio futuro, non a chi vive di scontro. Il tema vero, ad Avellino, è proprio questo: che futuro diamo ai giovani di questa città?».

Qual è, secondo lei, la ferita più evidente per le nuove generazioni avellinesi?

«Troppi ragazzi sono costretti ad andare via oppure a rinunciare. Questo non è accettabile. Noi dobbiamo creare le condizioni perché restare ad Avellino sia una scelta, non un sacrificio. Una città che non offre prospettive ai giovani si indebolisce ogni giorno. Non perde soltanto abitanti, perde energie, competenze, entusiasmo, capacità di innovare».

Da dove bisognerebbe partire per invertire questa tendenza?

«Da azioni concrete. Bisogna facilitare l’apertura di nuove attività per i giovani, ridurre la burocrazia per chi vuole fare impresa, creare spazi dedicati a start-up, innovazione e nuove professioni. Serve rafforzare il collegamento tra formazione e lavoro, coinvolgendo imprese e realtà produttive del territorio. E bisogna sostenere chi decide di investire qui, invece di costringerlo a cercare fortuna altrove».

Il suo lavoro nel commercio quanto incide sul modo in cui guarda alla politica?

«Incide moltissimo. Chi lavora nel commercio sa cosa significa alzare la serranda ogni mattina, affrontare costi, scadenze, difficoltà, burocrazia, cambiamenti nelle abitudini dei cittadini. Io conosco le preoccupazioni di chi lavora perché le vivo ogni giorno. E so che la politica non può parlare di impresa solo nei convegni. Deve esserci quando una persona decide di rischiare, investire, aprire un’attività, creare occupazione».

Quali parole dovrebbero guidare la prossima amministrazione comunale?

«Lavoro, impresa, opportunità. Sono queste le parole su cui dobbiamo misurarci. La città ha bisogno di tornare a essere credibile, concreta, presente. Non servono promesse facili. Servono serietà, metodo e capacità di accompagnare chi vuole costruire qualcosa. Io porto la mia esperienza, la mia quotidianità, la conoscenza diretta delle difficoltà di chi lavora».

Che contributo personale pensa di poter portare nella squadra di Nello Pizza?

«Porto concretezza. Porto un modo di ragionare abituato ai fatti, non agli slogan. Ho imparato nei cantieri che le cose si realizzano con progettazione, responsabilità e lavoro di squadra. Ho imparato nel commercio che ogni decisione ha conseguenze sulle persone. Questa è la mentalità che vorrei portare in Consiglio comunale: meno parole vuote e più attenzione ai problemi veri».

Che messaggio vuole rivolgere agli elettori di Avellino?

«Chiedo fiducia per costruire insieme una città che torni a dare prospettive vere. Io ci sono con serietà, senza promesse facili e senza alibi. Avellino può ripartire se torna a credere nel lavoro, nell’impresa, nei giovani e nella buona amministrazione. La politica deve tornare a essere credibile, concreta, presente. È questo il senso del mio impegno».

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