“E’ una conferenza stampa di chiarimento della nostra posizione e spiegare perchè abbiamo scelto di non partecipare alla festa dell’Unità del Partito Democratico.” E’ il coordinatore regionale di Noi di Centro Pasquale Giuditta ad aprire l ‘incontro con la stampa nella sede del partito. Al suo fianco il segretario provinciale Raffaele Cipriano, il coordinatore cittadino Antonio Cosmo, il consigliere comunale Gino Iannace, Tania Addesa, prima dei non eletti alle comunali di Avellino.
“Abbiamo fatto una nota, come segreteria provinciale, due mesi fa al Partito Democratico. Il documento era indirizzato al segretario provinciale Pd Marco Santo Alaia, in cui veniva spiegata la necessità di incontrarci e di costruire questo campo largo.”
“Noi non siamo più stati coinvolti, prosegue Giuditta, una volta finite le elezioni amministrative che hanno portato il Sindaco Pizza a Palazzo di Città, tutti i partiti non hanno mai più partecipato ad un incontro che neanche è stato convocato per i soggetti che hanno partecipato alla coalizione.Mai un incontro.”
Al centro della contestazione, secondo quanto emerso durante la conferenza stampa, ci sarebbe soprattutto la scarsa condivisione delle scelte, l ‘assenza di una adeguata partecipazione politico e a tratti il comportamento prevaricatore del Partito Democratico.
“Anche la composizione dell’esecutivo è stata una scelta per pochi. Qualcuno chiamava qualcuno, ma non c’è stata una riunione. Questo mi preoccupa moltissimo, perché non essendoci riunioni, non si costruisce il contenuto, la visione, la strategia, ma solo le posizioni. Noi non rivendichiamo nessuna posizione, chiarissimo, però rivendichiamo un campo largo vero, non falso, farlocco come oggi vogliono spiegare questi del PD in questa festa.”
La mancata partecipazione alla Festa dell’Unità assume quindi un valore politico e rappresenta, nelle intenzioni dei vertici locali del partito di Mastella, un segnale chiaro rivolto agli alleati. Prima delle immagini e delle occasioni pubbliche condivise, viene chiesto un confronto sui programmi, sulle prospettive e sui contenuti.
“Nessuna risposta a questa nostra richiesta che serviva a ragionare con tutti quanti i partiti. Veniamo da un’esperienza regionale dove funziona il campo largo. Io ho partecipato, alla Festa dell’Unità regionale perché a livello regionale funziona. Il modello Manfredi, comune e Napoli, e il modello Fico funzionano. Ci sentiamo, facciamo strategie comuni e si vedono i primi risultati dell’azione regionale rispetto ai quali le province hanno un riscontro.
Noi Di Centro ribadisce, comunque, la disponibilità al dialogo, ma chiede che questo venga riattivato su basi politiche concrete e attraverso un coinvolgimento effettivo delle realtà territoriali.
“Una analisi velocissima di quello che è successo al Comune dove come NdC abbiamo fatto le liste, e abbiamo il consigliere Gino Iannace. Anche a Piazza del Popolo non c’è stato più, lo dicevo prima, nessun incontro, e anche la composizione della giunta è stata una composizione di un monocolore PD con dei co-sindaci, dico questo perchè le azioni che stanno facendo sono in capo ad ogni singolo che fa il sindaco della propria delega, con qualche delega insignificante agli altri partiti- incalza il coordinatore regionale –
Questo è il Comune di Avellino. Dobbiamo anche dire che all’amministrazione provinciale dove le elezioni per il Presidente si sono fatte un mese dopo le elezioni amministrative, non c’è stato il campo largo, non c’è stata nessuna riunione, noi l’abbiamo rivendicata ma alla fine c’è stata una competizione fra Buonopane, che era del PD, e Picone, che apparteneva ad un altro partito. Ma va detto con molta chiarezza, con molta evidenza che se non ci fosse stato l’appoggio del centrodestra, l’attuale Presidente Picone non sarebbe stato eletto.”
“Questo non è il campo largo, e anche su questo abbiamo chiesto dei chiarimenti che non ci sono. Ci sembra evidente che la logica è l’occupazione, non la risoluzione dei problemi. Noi vogliamo un campo largo che parla di problemi della città che dobbiamo rilanciare e vogliamo dare un contributo. Abbiamo tutte le capacità come classe dirigente d’Italia.
Ovviamente le consistenze di ogni partito, le percentuali di ogni partito devono essere tenute presenti. Però voglio dire al PD che il campo largo si fa valorizzando tutte le componenti che ne fanno parte, non mortificandole. Perché il campo largo non è il PD con qualche amico, è mettere insieme tutte queste esperienze, queste sensibilità in una strategia comune. “
Insomma nessuna rottura ma semplicemente un chiarimento ma basta ambiguità. “Il Partito Democratico deve iniziare a ragionare con gli altri, da solo non ce la fa. Non può coinvolgerci solamente per fare le liste deve abbandonare una gestione padronale- conclude Giuditta”.

