Paolo Ascierto e Cesare Gridelli presiederanno al Moscati un incontro dedicato al melanoma. Al centro immunoterapia, terapie mirate e ruolo del Gruppo oncologico multidisciplinare nel percorso dei pazienti.
Due protagonisti dell’oncologia italiana insieme ad Avellino per fare il punto sul melanoma, sulle terapie che negli ultimi anni ne hanno cambiato il trattamento e sul ruolo sempre più decisivo del lavoro di squadra tra specialisti.
Mercoledì 16 settembre l’Azienda Ospedaliera San Giuseppe Moscati ospiterà l’incontro “Management del Melanoma oggi: il ruolo del Gruppo Oncologico Multidisciplinare”, presieduto da Paolo Antonio Ascierto e Cesare Gridelli.
Il confronto si svolgerà nell’aula multimediale della Città ospedaliera di Avellino e riunirà oncologi, dermatologi, chirurghi e radioterapisti. L’obiettivo è mettere a confronto competenze ed esperienze diverse per costruire percorsi di cura sempre più personalizzati, soprattutto nelle forme di malattia che richiedono decisioni terapeutiche complesse.
Ascierto e Gridelli, due esperienze a confronto
Paolo Antonio Ascierto dirige al Pascale di Napoli la struttura dedicata al melanoma, all’immunoterapia e alle terapie innovative ed è uno dei principali riferimenti italiani e internazionali in questo campo. Cesare Gridelli, direttore dell’Oncologia Medica del Moscati, ha invece concentrato una parte rilevante della propria attività clinica e scientifica sull’oncologia toracica e sui tumori del polmone.
Ad aprire la giornata scientifica, dopo i saluti della Direzione strategica del Moscati, sarà proprio Ascierto con una lectio magistralis dedicata alla storia del trattamento del melanoma, allo stato attuale delle cure e alle prospettive future. A introdurlo sarà Gridelli.
Il programma proseguirà con il confronto sull’integrazione delle competenze all’interno del Gruppo oncologico multidisciplinare. Un modello nel quale il paziente non viene seguito da un singolo specialista, ma attraverso una valutazione condivisa che tiene insieme diagnosi, chirurgia, trattamenti oncologici, radioterapia e controlli nel tempo.
Le terapie che hanno cambiato la storia della malattia
Negli ultimi anni il trattamento del melanoma ha conosciuto una trasformazione profonda. Alla prevenzione e alla diagnosi precoce, che restano fondamentali, si sono affiancate l’immunoterapia e le terapie a bersaglio molecolare. Strategie che hanno ampliato le possibilità terapeutiche nei pazienti con malattia avanzata e consentito, in determinati casi, di ridurre il rischio di recidiva dopo l’intervento chirurgico.
È proprio questa evoluzione a rendere ancora più importante il confronto tra specialisti. La scelta della terapia dipende infatti dalle caratteristiche della malattia, dal profilo del paziente e dai risultati degli esami diagnostici e molecolari. La discussione collegiale diventa così uno dei passaggi centrali per definire il percorso più appropriato.
Le responsabili scientifiche dell’appuntamento sono Maria Luisa Barzelloni, dirigente oncologa del Moscati, e Rosa Valentina Puca, responsabile dell’Unità operativa di Dermatologia e Dermochirurgia. Barzelloni approfondirà il ruolo dell’oncologo nella gestione multidisciplinare, mentre Puca affronterà il contributo del dermatologo.
Dai casi clinici alla pratica quotidiana
Una parte della mattinata sarà dedicata ai casi clinici complessi e alle esperienze maturate nella pratica assistenziale. Il confronto coinvolgerà professionisti provenienti, oltre che dal Moscati, dall’Istituto Nazionale Tumori Pascale, dall’Università Federico II, dall’Università di Salerno, dall’Azienda San Pio di Benevento e dall’Università della Campania Luigi Vanvitelli.
L’attenzione sarà rivolta alle scelte diagnostiche e terapeutiche nelle situazioni più delicate, compresa la gestione degli effetti avversi legati all’immunoterapia e dei melanomi metastatici. Un terreno nel quale la collaborazione tra centri e professionisti può incidere direttamente sulla qualità dell’assistenza.
L’appuntamento di Avellino punta così a trasformare l’aggiornamento scientifico in uno strumento concreto per la pratica clinica. Il messaggio che attraversa l’intero programma è quello di una oncologia sempre meno affidata a decisioni isolate e sempre più costruita attorno al paziente attraverso competenze diverse, integrate nello stesso percorso di cura.
