M5S su elezioni provinciali, Gubitosa apre la nuova fase: «Dal 40% riparte l’Irpinia»

Il vicepresidente riconosce il risultato, attacca la scelta del Pd locale e annuncia incontri con amministratori per costruire una rete permanente in Irpinia.

La sconfitta alla Provincia di Avellino non chiude la partita politica del campo progressista, almeno nella lettura di Michele Gubitosa. Il vicepresidente del Movimento 5 Stelle interviene dopo l’elezione di Fausto Picone, sindaco di Candida, nuovo presidente di Palazzo Caracciolo, battuto l’uscente Rizieri Buonopane, sindaco di Montella. Il voto di secondo livello ha registrato un’affluenza dell’86,3%, con 1.185 amministratori al voto su 1.372 aventi diritto; secondo Ansa, Picone ha ottenuto 46.841 voti ponderati contro i 32.392 di Buonopane.
Il riconoscimento istituzionale
Il primo passaggio della dichiarazione di Gubitosa è rivolto proprio al vincitore. Al nuovo presidente Picone arrivano gli auguri di buon lavoro e la disponibilità a un incontro personale, una volta concluse le operazioni di insediamento. Il tono è istituzionale, ma il messaggio politico è netto: il confronto tra enti deve prevalere sulle appartenenze, soprattutto in una fase in cui la Provincia torna a essere terreno di scontro fra blocchi, correnti e amministratori civici.
Nello stesso tempo, Gubitosa rivendica il sostegno a Buonopane, definendo significativa l’attestazione personale raccolta dal candidato del campo progressista. Il dato su cui il Movimento 5 Stelle costruisce la propria analisi è quel 40% circa dei voti ponderati, considerato non una semplice percentuale di minoranza, ma la prova dell’esistenza di un’area amministrativa pronta a proseguire il percorso.
Il nodo del Partito Democratico
La parte più politica dell’intervento riguarda il Partito Democratico locale. Gubitosa sostiene che il M5S abbia mantenuto fino all’ultimo una posizione di lealtà verso il campo progressista, lavorando per costruire un’alternativa alle destre. A suo giudizio, il Pd irpino avrebbe invece scelto una strada diversa, orientando una parte del proprio voto in altra direzione dopo la riunione svoltasi alla vigilia delle elezioni in videocollegamento con Igor Taruffi.
La frattura, già emersa durante la fase delle candidature, trova conferma nel risultato finale. Le ricostruzioni giornalistiche indicano Picone come candidato sostenuto da Casa Riformista, Forza Italia e da amministratori del Pd, mentre Buonopane era appoggiato da una parte dei democratici, dal Movimento 5 Stelle e dai Socialisti.
Nova come punto di ripartenza
Per Gubitosa, il risultato non va archiviato come una battuta d’arresto. Al contrario, diventa il punto di partenza per rafforzare Nova, il progetto politico promosso dal Movimento 5 Stelle per aprire il confronto ad amministratori, energie civiche e competenze del territorio. Il riferimento è anche all’esperienza di Avellino, dove i pentastellati rivendicano un percorso fondato su partecipazione, idee e superamento delle appartenenze tradizionali.
Il parlamentare annuncia incontri bilaterali nei prossimi giorni con sindaci, consiglieri comunali e amministratori che hanno contribuito al risultato di Buonopane e che, nelle sue parole, stanno manifestando la volontà di proseguire insieme. L’obiettivo dichiarato è costruire una rete permanente degli amministratori dell’Irpinia, capace di collegare il capoluogo, i Comuni, la Regione Campania e il Parlamento.
Una classe dirigente, non un cartello
Il passaggio finale è quello più programmatico. Gubitosa esclude l’idea di un semplice cartello elettorale e parla della necessità di costruire una nuova classe dirigente. Il riferimento va ai consiglieri eletti al Comune di Avellino, al vicesindaco espresso dal Movimento 5 Stelle e a quanti, fuori dalle logiche di corrente, intendono lavorare a un progetto stabile per l’Irpinia.
La vittoria di Picone apre dunque la stagione amministrativa della nuova Provincia, ma al tempo stesso consegna al centrosinistra e al campo progressista una questione irrisolta: capire se il 40% raccolto da Buonopane sarà una base di ricostruzione politica o resterà il segno di una coalizione divisa nel momento decisivo.

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