Un’esperienza scolastica che doveva essere un viaggio di crescita e scoperta si è trasformata in un momento di paura e tensione internazionale. A raccontarlo è Gioacchino Vitale, studente del Liceo Virgilio Marone di Avellino, appena rientrato dall’Emirato Arabo di Dubai durante una fase critica di tensioni militari tra Stati Uniti e Iran.
“Quando abbiamo ricevuto la comunicazione dalla nostra associazione siamo rimasti sbalorditi – racconta Gioacchino – già sapevamo, fin dalla mattina, dell’attacco statunitense all’Iran, ma non ci aspettavamo la risposta iraniana. Ho chiamato subito mia madre: ero molto spaventato. L’associazione però ha gestito tutto con calma e ci ha guidato su dove spostarci.”
La notte è stata particolarmente drammatica. Durante lo spostamento tra il vecchio hotel e quello dove avrebbero dormito, Gioacchino e i compagni hanno visto missili abbattuti dalla contraerea. “Me ne ricordo cinque: quattro sono esplosi in aria, uno continuava la sua traiettoria. A quel punto siamo corsi dentro l’hotel.”
Nonostante la paura, i ragazzi hanno cercato di mantenere una routine normale, anche se ogni notte era accompagnata dall’allarme bomba. La sicurezza ha giocato un ruolo fondamentale nel garantire la protezione degli studenti durante l’emergenza.
Il ritorno a casa è stato un momento di grande emozione: “Ho potuto riabbracciare i miei genitori subito dopo l’atterraggio a Milano Malpensa – racconta Gioacchino – tra giornalisti, polizia e funzionari. Non vedevo l’ora di tornare a casa: il viaggio è stato lungo, ma tranquillo. Volevo solo riabbracciare la mia famiglia.”
La testimonianza di Gioacchino offre uno spaccato umano di come conflitti internazionali possano coinvolgere anche persone lontane dal fronte, trasformando una normale esperienza scolastica in un momento che rimarrà scolpito nella memoria.

