Genovese: «Centrodestra diviso, così si regala il ballottaggio al campo largo»

Comunicato politico – Dichiarazioni di Damiano Genovese

«Ancora una volta si parte con il piede sbagliato. Nella riunione di oggi non sono state coinvolte tutte le forze del centrodestra e questo rappresenta un errore grave. Esistono almeno altre tre o quattro liste riconducibili all’area di centrodestra, alcune delle quali rappresentate direttamente da me, che non possono essere ignorate solo perché non hanno ancora ufficializzato la propria presenza.

Ad Avellino ci sono realtà politiche consolidate che non si possono cancellare né per distrazione né per convenienza. I numeri delle ultime tornate elettorali parlano chiaro: al primo turno votano mediamente circa 30 mila elettori, che diventano 23-24 mila al ballottaggio. Il cosiddetto campo largo può contare già su 11-13 mila voti al primo turno. Il centrodestra, così come oggi si è presentato, non supererebbe i 4.500 voti, e questa è una stima ottimistica. Le altre liste civiche oscillano tra i 2 e i 3 mila voti. Festa potrebbe attestarsi intorno ai 5 mila voti, Nargi sui 3 mila, con possibili variazioni legate agli equilibri interni.

In questo scenario si arriva rapidamente a ridosso dei 30 mila voti complessivi, ma restano fuori almeno due liste che rappresenterò direttamente, anche in autonomia. Si tratta di un voto di protesta, trasversale, capace di intercettare consenso da tutti gli schieramenti politici.

Proseguire su questa strada significa alterare gli equilibri del primo turno e, di fatto, regalare il ballottaggio. Con l’attuale frammentazione, infatti, bastano circa 4.500 voti per accedere al secondo turno contro il campo largo: una soglia bassissima che rende il risultato estremamente incerto. È scontato che il campo largo arriverà al ballottaggio, ma chi lo affronterà non è affatto deciso.

La storia recente di Avellino insegna che anche scenari considerati improbabili possono realizzarsi. Nel 2018 Ciampi arrivò al ballottaggio con 4.500 voti di lista e circa 6.200 voti complessivi. Oggi, con numeri ancora più bassi, si potrà accedere al secondo turno. È realistico pensare che il ballottaggio possa essere vinto dal campo largo, ma al ballottaggio può arrivarci chiunque, anche uno schieramento nuovo, radicato nei quartieri e composto da persone che vivono davvero la città.

Continuare a ignorare queste dinamiche significa continuare a sbagliare e, soprattutto, continuare a prendere in giro i cittadini».

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