C’è una data che oggi assume il significato di un appuntamento collettivo con la memoria. Giovedì 21 maggio, ad Avellino, amici, cittadini e rappresentanti delle istituzioni si ritroveranno per ricordare un uomo che ha attraversato la politica senza piegarsi alle convenienze del momento. Franco d’Ercole.
Perché certi uomini, davvero, non si lasciano dimenticare facilmente.
All’appuntamento interverranno per ricordarlo Antonio Bassolino, Stefano Caldoro, Alberta De Simone, Maurizio Gasparri, Sergio Rastrelli, Gianfranco Rotondi, Gennaro Sangiuliano e Fabrizio Tatarella. L’incontro si terrà alle 10.30 al Circolo della stampa.
” Scrivere di mio padre non è facile, anche perché il suo percorso politico e di militanza è stato lungo e, per l’impegno che ha profuso, molto avaro di riconoscimenti.” A scrive un suo ricordo è il figlio Giovanni.
“Franco D’Ercole ha attraversato tre decenni di politica avellinese ed irpina. Dall’85 al ’95 è stato l’unico vero avversario della Democrazia Cristiana imperante ad Avellino. Era l’unico consigliere di opposizione del Movimento Sociale al comune, eppure le sue tante battaglie piacevano agli Avellinesi, che riconoscevano in lui il coraggio che molti di loro non riuscivano ad avere dinanzi a tanta concentrazione di potere. Essere missino ad Avellino era una missione impossibile e disarmante, ma mio padre viveva la responsabilità di rappresentare altro, di rappresentare – diceva – l’alternativa al sistema. Ed egli interpretò questo ruolo davvero, senza mai deflettere ma riuscendo a coniugare la sua intransigenza con la sua estrema signorilità, che gli consentì di ricevere sempre attestati di stima. Dal 1995 comincia la sua lunga esperienza in consiglio regionale, iniziata e conclusa con AN: infatti la sua esperienza regionale si concluderà nel 2010, unico anno in cui si candidò con le insegne del Popolo della Libertà. In quei quindici anni interpretò svariati ruoli, i primi quattro, sino all’infausto ribaltone del 1999, catapultato dall’alternativa al sistema al governo della Regione Campania, con competenze significative nello sviluppo regionale: da assessore all’industria fu promotore dei patti territoriali, dei contratti d’area e dei distretti industriali. In particolare il contratto d’area torrese stabiese vide la collaborazione tra Regione amministrata dal centrodestra e comuni di Castellammare e Torre Annunziata amministrati da esponenti di Rifondazione Comunista. Dopo il ribaltone nella prima legislatura con Bassolino fu presidente della commissione Statuto (l’attuale statuto della Regione Campania porta ancora per gran parte la sua firma) e Capo dell’Opposizione. Dal 2010 lasciò l’attività regionale per rivestire quella manageriale come presidente di Alto Calore e di SoReSa. Al vertice di queste due aziende interpretò il suo ruolo con il rigore che gli era proprio, soffrendo tuttavia moltissimo per aver dovuto subire le inchieste che coinvolsero l’Alto Calore, dalle quali uscì totalmente immacolato: alla conclusione di tutte le attività di verifica della magistratura penale e contabile, tenne una memorabile conferenza stampa nella quale rivendicò di aver accettato ogni tipo di controllo sul suo operato, fiducioso nella giustizia che, infatti, ne attestò la totale correttezza.
Di mio padre Franco D’Ercole credo resti l’insegnamento più grande nell’aver praticato con convinzione la Coerenza come momento distintivo della Politica, laddove in particolare in Irpinia sarebbe stato facile mollare e seguire la chiamata del potere; ma l’altra testimonianza forte è stata la ricerca costante di dialogo, di apertura a chi la pensava differentemente, convinto che solo dal confronto sarebbe potuto nascere il bene per la collettività. Papà, anche da oppositore, amava quella che chiamava l’opposizione governante ovvero la capacità di incidere nel governo di una comunità pur stando all’opposizione, interpretando l’opposizione non come mero atto ostruzionistico, ma nel ruolo nobile di controllo e di stimolo nei confronti di chi è stato democraticamente posto al governo. Papà non aveva paura di ricercare il compromesso perchè, tatarellianamente, era talmente forte e rigoroso nei valori che la ricerca del confronto era per lui l’espressione massima della Politica. Il contrario delle esibizioni muscolari di questi ultimi anni, che non ha mai particolarmente apprezzato”.
Nella foto Franco D’Ercole è con Antonio Rastrelli, presidente della Regione Campania, con Charlie Gargano, governatore dello Stato di New York e con il senatore dello Stato di New York.





