Cyber-frodi e camorra: imprenditore di Avellino indagato nell’inchiesta sul clan Mazzarella

 

Un imprenditore di 28 anni originario di Avellino è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Napoli nell’ambito di una vasta operazione contro un’organizzazione criminale legata al clan Mazzarella, attiva nelle truffe bancarie online.

Il giovane, attivo nel settore funebre e della cremazione, è accusato a piede libero di concorso esterno in associazione camorristica, truffa, riciclaggio, accesso abusivo a sistemi informatici e trasferimento fraudolento di valori. Nei suoi confronti è stata eseguita una perquisizione domiciliare dai carabinieri.

Secondo gli inquirenti, il gruppo utilizzava tecniche avanzate di spoofing, replicando siti e contatti telefonici di istituti bancari per ingannare le vittime. Attraverso telefonate mirate, i truffatori convincevano i correntisti a trasferire denaro su conti controllati dall’organizzazione.

In uno degli episodi ricostruiti, l’imprenditore avrebbe preso parte direttamente al contatto con una vittima, cercando di persuaderla dell’esistenza di una frode in corso e della necessità di spostare immediatamente i fondi.

Le indagini indicano anche un possibile supporto logistico: l’indagato avrebbe messo a disposizione alcuni locali ad Avellino per le attività del gruppo dopo lo spostamento della base operativa.

Sul fronte del riciclaggio, l’accusa ipotizza che, tramite la società di famiglia, abbia facilitato il reimpiego di denaro illecito, ad esempio nell’acquisto di beni intestati fittiziamente per eludere i controlli antimafia.

Nonostante il quadro accusatorio, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli ha escluso l’applicazione di misure cautelari, ritenendo che gli elementi raccolti non raggiungano la soglia della gravità indiziaria, definendo l’impianto in parte presuntivo.

La Procura ha presentato ricorso al Tribunale del Riesame.

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