Il rendiconto approvato dalla commissaria straordinaria Giuliana Perrotta consegna alla prossima amministrazione di Avellino una fotografia contabile meno drammatica rispetto alla partenza, ma ancora pesante. Il disavanzo residuo resta fissato a circa 18 milioni di euro, mentre la gestione commissariale rivendica un recupero di 9 milioni, maturato attraverso tagli, accantonamenti e riallineamento progressivo al Piano di riequilibrio finanziario pluriennale.
I conti messi in sicurezza
Il via libera al rendiconto chiude il tratto più delicato della gestione commissariale, avviata dopo lo scioglimento degli organi comunali e formalizzata con la nomina di Perrotta alla guida provvisoria dell’ente. L’approvazione del bilancio di previsione 2026-2028 aveva già indicato la linea: riportare l’ente dentro i vincoli contabili, evitare nuove falle e preparare il passaggio alle urne del 24 e 25 maggio 2026.
Il patrimonio per fare cassa
La leva principale resta il piano delle alienazioni, stimato in oltre 34 milioni di euro. Nel perimetro entrano lo Stadio Partenio-Lombardi, valutato circa 5,5 milioni, il Conservatorio Domenico Cimarosa , inserito per 4 milioni, i diritti edificatori e le aree Ni01, oltre agli alloggi popolari, compresi ulteriori immobili tra Piazza Garibaldi e via De Venuta. La partita è politica oltre che contabile, perché toccherà ai futuri amministratori decidere quanto spingere sulle vendite e con quali effetti sulla città.
Tasse, tagli e partecipate
La cura dei conti passa anche dall’aumento della pressione fiscale locale ai livelli massimi consentiti, dalla riduzione della spesa corrente e dal contenimento del personale. Restano centrali gli accantonamenti per i debiti fuori bilancio e il sostegno dei fondi statali. Sullo sfondo c’è il nodo delle partecipate, a partire da Acs, dove la linea commissariale punta a evitare che le criticità societarie ricadano ancora sul bilancio comunale.





