Commissario Perrotta : la Dogana cuore pulsante della comunità

Ricostruire l’antico, posizioni e questioni aperte. La Dogana dei grani di Avellino: un modello di pensiero, un laboratorio di lavoro”- Ne hanno parlato illustri relatori durante l ‘incontro promosso  dall’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Avellino presso il Carcere Borbonico.  Presenti il Presidente della Provincia, Rino Buonopane,  il commissario straordinario del comune di Avellino, Giuliana Perrotta  che nel suo intervento ha usato toni di sincero legame con la città.

“Non mi sono sottratta al compito di fare uscire il Comune dal guado in cui era finito cercando di migliorare l’assetto organizzativo, di razionalizzare le spese, di razionalizzare i processi.  Questi mesi sono stati di impegno costante, di presenze assidue e totale dedizione di cui solo una piccola parte emerge e a volte non viene riportata in maniera precisa-  ha detto il  commissario straordinario dell’Ente di Piazza del Popolo. Oggi parliamo della Dogana ,un pezzo della storia collettiva, un luogo del cuore, un palazzo che ha attraversato fasi complesse dall’abbandono totale fino quasi alla distruzione completa,  all’esproprio fino al lungo e impegnativo percorso di recupero. Grazie alle risorse pubbliche, in questo caso,  europee e al lavoro delle istituzioni, torna finalmente a vivere. Tutti hanno contribuito al raggiungimento del risultato. Siamo qui per conoscere  le esecuzioni  di progettisti ed architetti,  le soluzioni progettuali che hanno portato a questo risultato. Uno spazio che non deve essere solo bello da vedere,  deve essere aperto, vissuto, utile; un luogo capace di generare opportunità, inclusione, cultura  e solidarietà. Avrei voluto avviare una strada chiara e trasparente, per affidare questo spazio, attraverso un avviso pubblico ad associazioni del territorio perché lo valorizzassero  con attività  sociali. Avrei voluto  fare di questo palazzo una casa  della comunità- precisa ancora il rappresentante di Governo. Un obiettivo semplice ed  ambizioso dove potessero nascere idee, progetti,  dove nessuno si sentisse escluso. Non faremo in tempo a farlo perché nel frattempo sono arrivate sollecitazioni a lasciare queste decisioni   ai nuovi organi ordinari e così ci siamo fermati anche perché di cose da fare in comune ce ne sono. Questo edificio appartiene agli avellinesi e sarà tanto più vivo quanto più sapranno renderlo proprio. Lo stesso discorso vale anche per comune di Avellino”.

Il convegno è stata l’occasione per aprire una riflessione pubblica sul tema della ricostruzione dell’antico a partire dal caso della Dogana dei Grani di Avellino. Un approfondimento sul rapporto tra memoria, progetto e responsabilità culturale dell’architettura nei contesti  storici. Ai lavori  sono intervenuti  Vincenzo De Maio, presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Avellino, Anna Onesti, dirigente della Soprintendenza SABAP per le province di Avellino e Salerno, e Michelangelo Sullo, RUP del Comune di Avellino. Attraverso i contributi di Nicola Di Battista, direttore emerito della rivista Domus, e di Giovanni Multari, docente universitario e progettista del restauro della Dogana dei Grani, curato dallo studio Corvino+Multari  si è aperta l’ analisi progettuale della Dogana restaurata e riqualificata.

Ha moderato l’incontro l’architetto Erminio Petecca. Sono intervenuti , impegnati nell’esecuzione dei lavori di restauro, l’ing. Sergio De Felice, l’arch. Italo Urciuolo, l’arch.Giacomo Rizzo, l’arch. Giuseppe Di Giacomo, l’ing.Patrizio Ciasullo e l’impresa Mar.Sal Restauri srl.

SPOT