Calcio, il ds Aiello su Ballardini: “Pensavamo potesse dare più valore al progetto che alla categoria”

Durante la conferenza stsmpa in cui Ballardini ha salutato Avellino ha preso la parol, che ha fatto subito chiarezza sulla scelta del nuovo allenatore: “C’è tempo, valuteremo la soluzione più giusta”. Leggi le dichiarazioni.

Proseguendo: “Le scelte in estate? Entrate e uscite hanno una logica. Secondo noi, oggi siamo una squadra migliore rispetto a quano siamo partiti. Avevamo 15 giocatori dalla Serie C, un gruppo è riuscito a mettersi in evidenza e rappresenta una base da cui partire per il prossimo anno. Il mercato è stato fatto su quella base. Ora abbiamo 16-17 giocatori di categoria. Ci sono strutture utili alla squadra, abbiamo cominciato ad approcciare al mercato estero. Le scelte in attacco? Tanti non hanno dato quanto le aspettative. Bisognerà capire se non sono all’altezza o ci sono stati degli avvenimenti. Tutino e Favilli hanno subito un’operazione dopo l’acquisto. Favilli stava bene lo scorso anno, ha anche giocato le amichevoli. Poi ha avuto un distaccamento del tendine”.

Il direttore sportivo dell’Avellino ha proseguito: “Se ci siamo fissati una deadline? Se ragioniamo solo su chi oggi è libero allora potrebbe essere anche un discorso rapido, però mi muoverei in un ventaglio limitato. Se vogliamo estendere il discorso dobbiamo aspettare una deadline leggermente più lunga dato che ci sono allenatori ancora in corsa. Sicuramente saranno tempi utili per programmare tutto, a partire dal ritiro e per la definizione del mercato. L’Avellino vuole strutturarsi? Si sta parlando da anni di questo. Fattibilmente qualcosa è stata già fatta, da un albergo e un ristorante che ci consente di gestire l’aspetto alimentare dei giocatori. La società nell’ultimo anno ha fatto l’investimento sulla clinica medica. Quindi, è stata dotata di maggiori strumenti. Poi, il resto, viene gestito sempre dalla società, come stadio e centro sportivo, poi c’è l’idea di un campo in erba naturale. Ma questi discorsi si portano avanti a prescindere dall’allenatore”.

Tornando sul profilo del nuovo tecnico: “A gennaio c’era qualcuno disponibile e qualcuno potrebbe rientrare nelle scelte. Ballardini è stato anche un colpo mediatico, penso che il successore non sarà una diminutio rispetto a lui. Chi verrà dovrà essere pronto a far crescere i giovani, come i predecessori”.

Successivamente, parola “Al di là del progetto Ballardini, c’è il progetto Avellino che prescinde dalle figure dell’allenatore e del direttore. Parte dalla storia di questa società, da questa piazza e dall’ambizione della proprietà. Giusto che quando alcune situazioni vanno bene, come con Ballardini, era giusto immaginare una continuità di lavoro. Ma quando non ci sono i presupposti è chiaro che si volta pagina e si cercherà una figura nel suo ruolo che siamo stati bravi ad individuare in pochi giorni. Ora abbiamo più tempo, un ventaglio più ampio e faremo con calma le giuste scelte. Le caratteristiche del successore? Partendo dal mister che abbiamo avuto, abbiamo avuto una persona che ci ha trasferito elementi di qualità e professionalità difficilmente ricontrabili in questo ambiente. Io faccio tesoro di questi mesi vissuti fuori dal campo con Ballardini. Vogliamo un professionista che si sappia rapportare con noi con serenità. L’identikit non è un discorso d’età. L’idea base è esperienza nella categoria e che abbia nell’80% dei casi abbia fatto bene. Il modulo? Ha una valenza relativa, ma penso che esiste il modulo perfetto per le caratteristiche dei giocatori. Esistono alcuni allenatori giovani in rampa di lancio, ma qui non è facile farlo perché ci vuole pazienza, ma comunque in minima percentuale non lo escludo. Qualcosa abbiamo già portato avanti nell’immediato, poi restringeremo il cerchio e valuteremo la giusta figura”.

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