Blitz antidroga della Gdf in Irpinia, arrestato Gianluca Alfieri: è il 25 enne dei crediti d’imposta inesistenti ceduti al Brescia e al Trapani

Una vasta operazione anti-droga è stata portata a termine dalla Guardia di Finanza di Salerno: 8 persone sono finite in carcere e altre 10 risultano indagate nell’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno.Le indagini, condotte dai finanzieri del nucleo di polizia economico finanziaria, sono partite nel maggio 2025 ed hanno permesso di sgominare un sodalizio criminale operante nelle province di Salerno ed Avellino, con ramificazioni su scala nazionale ed estera e collegamenti con ambienti criminali riconducibili al clan Fezza-De Vivo, egemone nell’Agro Nocerino-Sarnese. Delle 8 persone finite in carcere, 7 hanno origini irpine, tra Avellino, Solofra e Atripalda, ed età che vanno dai 39 ai 22 anni.Tra i destinatari delle otto misure cautelari in carcere, c’è anche Gianluca Alfieri, il 25enne di Serino (in provincia di Avellino), amministratore unico del Gruppo Alfieri Svp, con sede in via Montenapoleone a Milano, da cui a febbraio e ad aprile del 2025 , il Brescia Calcio ha acquistato crediti di imposta per pagare i contributi previdenziali. All’interno del sodalizio dedito allo spaccio, smantellato stamattina, all’alba dalle fiamme gialle, Alfieri avrebbe avuto un ruolo ben definito: si sarebbe occupato della situazione contabile dei crediti nei confronti degli acquirenti detendendo i proventi presso la propria abitazione”.

 

Ma il 25enne irpino, finito in manette, questa mattina, è già iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Brescia con l’ipotesi di reato di autoriciclaggio, è anche amministratore della Stellato Srl, società con sede nel medesimo palazzo milanese, costituita con atto notarile ad Avellino e con un capitale è di 700mila euro ma, che risulta inattiva. E proprio, nello stesso studio notarile del capoluogo irpino, i militari del nucleo economico -finanziario delle fiamme gialle, nei mesi scorsi si erano recati per acquisire documenti relativi alla costituzione delle società guidate da Alfieri, accusato di aver ceduto crediti d’imposta “inesistenti” a due club calcistici: oltre al Brescia c’è anche il Trapani di Valerio Antonini.

 

Il Brescia ha dichiarato di aver pagato circa 1,5 milioni di euro al Gruppo Alfieri in cambio di 2 milioni di crediti fiscali per saldare le tasse, mentre il Trapani ha versato alla società del 25enne irpino, 267mila euro. Secondo le indagini, effettuate dagli uomini della guardia di finanza, i bonifici effettuati dalle due società, sarebbero stati dirottati su conti collegati a società di criptovalute. Ma i soldi versati non sarebbero però confluiti subito all’estero. Ci sarebbero stati dei precedenti passaggi. A sostenere questa ipotesi, anche, quanto dichiarato dal presidente del Trapani, Valerio Antonini, che tramite il suo avvocato, si era accorto che gli F24 usati per versare i soldi per i crediti d’imposta, erano intestati non al gruppo Alfieri, ma ad altre due società: la prima è una società di costruzioni edili, che ha come amministratore unico un cittadino cinese, mentre la seconda una srl di San Giorgio Cremano, nel Napoletano, che si occupa di assistenza fiscale.

 

Il gruppo Alfieri avrebbe riposto nei cassetti fiscali del Brescia e del Trapani crediti inesistenti tramite queste due società e altre tre. Alla società siciliana, il gruppo Alfieri era stato presentato, tramite il proprio commercialista di fiducia, da una società che si occupa di consulenza del risparmio, con sede a Roma, e che avrebbe garantito la credibilità della società amministrata dal 25enne irpino, ricevendo per la sua intermediazione 23 mila euro dal presidente del Trapani. Ma chi interloquiva a nome del gruppo milanese sulle procedure di versamento da effettuare per i crediti d’imposta, non di certo, il 25 enne di Serino, amministratore unico della srl, su cui non sarebbero confluiti i 267 mila euro versati dal Trapani. A rappresentare il gruppo Alfieri come referente unico sarebbero un advisor e mediatore di Acerra. Intanto i soldi versati da Brescia e Trapani, da una prima ricostruzione effettuata dalle fiamme gialle sarebbero finiti su un conto corrente di una società con sede a Cipro, fondata da un russo insieme a tre connazionali. Oltre all’inchiesta condotta dalla Procura di Brescia, Alfieri, avrebbe ricevuto nei giorni scorsi, in qualità di Amministratore del Gruppo con sede in via Montenapoleone, insieme all’amministratrice di una società di Consulenza di Risparmio di Roma, ed ad 30enne irpino, amministratore di due srl, un avviso di conclusione delle indagini dalla Procura del Tribunale di Milano per un’inchiesta legata alla cessione di crediti di imposta ritenuti inesistenti. Stavolta nella ragnatela del gruppo con sede in via Montenapoleone. non sarebbe finita nessuna società calcistica. Bensì, il gruppo Alfieri avrebbe ottenuto da una società specializzata in realizzazione impianti elettrici civili ed industriali di Parma, crediti inesistenti per 26 mila euro, che sarebbero stati versati con due bonifici intestati ad una srl amministrata da un 30enne residente in un comune irpino. Stessa sorte sarebbe toccata, secondo gli inquirenti ad una società torinese di prodotti elettronici, da cui, tramite la stipula di un contratto di cessione dei crediti, il gruppo Alfieri avrebbe ricevuto ben 98 mila euro .Un’inchiesta ad ampio raggi che coinvolge diverse Procure, quella sul Gruppo Alfieri, che sembra destinata ad allargarsi a macchia d’olio e con ulteriori sviluppi.

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