Avellino, Pizza difende il Campo largo: maggioranza compatta

Il sindaco respinge le critiche di Noi di Centro e rivendica i primi risultati dell’amministrazione

Nello Pizza replica ai rilievi di Pasquale Giuditta sul Campo largo nelle province. Per il sindaco di Avellino la coalizione resta solida e sta rispettando gli impegni. Sui buchi neri promette di accelerare.

Il Campo largo ad Avellino resta compatto e non ha bisogno di essere rimesso in discussione. Il sindaco Nello Pizza respinge le critiche arrivate negli ultimi giorni da Pasquale Giuditta, coordinatore regionale campano di Noi di Centro, e difende il percorso della coalizione progressista che lo ha portato alla vittoria alle amministrative dello scorso maggio.

La replica arriva a poco più di due mesi dall’insediamento ufficiale dell’amministrazione, avvenuto il 2 luglio. Per Pizza è quindi prematuro parlare di revisione degli equilibri politici o di difficoltà della maggioranza. Il primo cittadino considera le polemiche prive di reali motivazioni politiche e sottolinea come l’attività amministrativa sia ancora nella sua fase iniziale.

La discussione si inserisce in un confronto più ampio sulla tenuta del Campo largo in Campania. Giuditta, nei giorni scorsi, aveva sostenuto che il modello progressista riesca a funzionare alla Regione Campania e al Comune di Napoli, ma incontri maggiori difficoltà nelle province. Il dirigente centrista aveva indicato proprio Avellino tra le realtà nelle quali la coalizione mostrerebbe maggiori problemi.

Il sindaco esclude che all’interno del Consiglio comunale esistano segnali di cedimento della maggioranza. L’amministrazione, secondo la sua valutazione, sta procedendo lungo il percorso definito durante la campagna elettorale senza modificare gli obiettivi né gli impegni assunti con la città.

Pizza ritiene inoltre che i primi risultati dell’attività amministrativa inizino già a essere visibili e considera le contestazioni di queste settimane prevalentemente strumentali. Il riferimento è soprattutto alle sollecitazioni provenienti da una parte dell’area politica che pure ha contribuito alla costruzione della coalizione.

Il Campo largo aveva consentito a Pizza di conquistare il Comune al primo turno con il 54,48% dei voti, mettendo insieme Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Casa Riformista, Noi di Centro e altre componenti dell’area progressista e centrista. La coalizione aveva ottenuto un risultato netto contro gli ex sindaci Gianluca Festa e Laura Nargi.

Proprio quella vittoria era stata presentata, nelle ore successive al voto, come una dimostrazione della possibilità di far convivere nello stesso progetto politico forze diverse, dal centrosinistra tradizionale fino all’area moderata.

Le tensioni non nascono però soltanto dal caso avellinese. Pasquale Giuditta aveva già chiesto nelle scorse settimane una diversa gestione del Campo largo campano, sollecitando un maggiore coinvolgimento delle varie componenti della coalizione e contestando una posizione ritenuta troppo dominante da parte del Partito democratico.

Il coordinatore regionale di Noi di Centro aveva chiesto la convocazione di un tavolo politico regionale e una maggiore attenzione alle forze centriste, considerate necessarie per rendere competitivo lo schieramento progressista anche fuori dalle grandi città.

Il confronto assume quindi un significato che supera Palazzo di Città.  Avellino rappresenta uno dei principali laboratori del Campo largo in Campania dopo la vittoria elettorale di maggio e ogni tensione interna viene inevitabilmente osservata anche in chiave regionale.

Pizza, tuttavia, non vede ragioni per mettere in discussione l’assetto costruito alle amministrative e punta a spostare il confronto dai rapporti tra i partiti ai risultati dell’azione amministrativa.

Tra i dossier più delicati resta quello dei cosiddetti buchi neri di Avellino, aree e immobili irrisolti che da anni segnano il tessuto urbano del capoluogo e che l’amministrazione si è impegnata a recuperare.

Pizza conferma l’obiettivo di restituire dignità a luoghi rimasti per decenni simbolo delle ferite prodotte dal terremoto, dalle trasformazioni urbanistiche incomplete e dai lunghi contenziosi. La soluzione, però, non dipende esclusivamente dalle decisioni del Comune.

Sul tavolo esistono questioni amministrative, legali e patrimoniali, oltre alla presenza di interessi privati con i quali l’amministrazione deve necessariamente confrontarsi. È proprio questa sovrapposizione di problemi ad aver contribuito, negli anni, a rallentare o bloccare numerosi interventi.

Il sindaco punta comunque a ridurre i tempi e a superare gli ostacoli ancora esistenti. La permanenza per decenni di edifici incompleti, aree abbandonate e strutture degradate viene considerata non soltanto un problema urbanistico, ma anche una ferita nella memoria collettiva della città.

Dopo il successo elettorale, la sfida per il Campo largo avellinese cambia quindi natura. Non si tratta più di tenere insieme forze diverse per conquistare Palazzo di Città, ma di trasformare quell’alleanza in una maggioranza capace di affrontare problemi rimasti aperti per anni.

La posizione di Pizza è quella di evitare una discussione anticipata sugli equilibri politici e concedere all’amministrazione il tempo necessario per misurarsi sui risultati. Le osservazioni di Giuditta mostrano però che il confronto interno alla coalizione resta aperto e che la costruzione del Campo largo nelle province continuerà a essere uno dei nodi politici della maggioranza campana.

Ad Avellino, almeno per il momento, il sindaco considera la maggioranza stabile e intende proseguire senza modificare la rotta. La verifica più importante arriverà sui dossier amministrativi, a partire proprio dal recupero delle aree irrisolte e dagli interventi annunciati durante la campagna elettorale.

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