Avellino, la candidata Mazzeo rivendica la sua coerenza di Centrosinistra ed è pronta a dare risposte ai cittadini

Una lista di candidati  radicati in città, non semplici portatori di voto  ma  candidati consiglieri impegnati per realizzare il bene della città di Avellino. Giovani, professionisti e donne  impegnate nel lavoro e nel sociale che hanno potuto compiere una scelta. Così è per Nicole  Mazzeo  che ha voluto di nuovo di scendere in campo per la sua Avellino nella lista del Partito Democratico con sindaco Nello Pizza.

Avellino arriva al voto dopo una fase commissariale. Lei cosa propone per ricostruire fiducia tra cittadini e Comune, e quali sarebbero i primi tre atti concreti da consigliera comunale?

“Da c avellinese posso dire, con convinzione, che noi avellinesi siamo stanchi: abbiamo avuto ben due commissari prefettizi nell’arco di tre anni. Lo posso dire a gran voce perché sono stata una delle poche persone che si sono battute, fino alla fine, per evitare la caduta della precedente amministrazione. Ora, però, si sta aprendo un nuovo scenario: il passato è alle spalle e ci aspetta un presente fatto di scelte ben ponderate, per sperare in una futura crescita di Avellino.

Ed è proprio in questo scenario chiaro e netto che spicca la posizione seria, sicura, decisa e perbene di Nello Pizza. Secondo me, con la candidatura di Pizza si può ricostruire la fiducia tra cittadini e Comune, perché è una persona affidabile: fa ciò che dice, non promette cose che poi non può mantenere e ha scelto una squadra di governo in linea con i suoi valori. Su questo non c’è alcun dubbio.

Qualora venissi eletta consigliera comunale, indico tre priorità: il rifacimento delle strade, il potenziamento dell’illuminazione pubblica — che, non lo nego, scarseggia anche nella zona in cui abito — e una soluzione rapida ed efficace per ridurre il traffico urbano e abbassare i livelli di inquinamento da CO₂, che ad Avellino sappiamo essere molto alti. Atti concreti sono pronta a vigilare di vigilare fin da subito.”

La crisi idrica e le continue criticità legate alla rete restano una delle emergenze più sentite in città e in Irpinia. Che ruolo deve avere il Comune di Avellino nei confronti di Alto Calore. Quali impegni chiede alla futura amministrazione su investimenti, manutenzione e tutela dei cittadini?

“L’emergenza Alto Calore ad Avellino è una questione seria: tra crisi finanziaria e collasso delle reti idriche, che oggi sono un vero colabrodo, serve mettere da parte l’ego dei vari Comuni soci e trovare al più presto una sintesi tecnica e amministrativa. L’acqua non ha una bandiera politica.

I cittadini non possono essere lasciati senza un bene primario come l’acqua. Non si possono svegliare la mattina, o addormentarsi la sera, senza sapere se l’indomani avranno o meno acqua potabile. È paradossale che le bollette dell’acqua, per un cittadino avellinese, siano tra le più alte d’Italia, proprio in un territorio conosciuto come il serbatoio idrico della Campania e della Puglia.

Per questo motivo il Comune di Avellino, insieme a tutti i Comuni della provincia, deve fare rete per affrontare questa emergenza e trovare una strada condivisa verso la soluzione del problema. È fondamentale anche aprire un confronto serio con la Regione Campania, chiedendo risposte concrete e investimenti adeguati per affrontare definitivamente l’emergenza idrica di questo territorio”.

Mobilità, traffico, parcheggi, marciapiedi e sicurezza davanti alle scuole sono temi quotidiani per famiglie, commercianti e residenti. Avellino deve puntare su più aree pedonali, trasporto pubblico e mobilità sostenibile partendo dalla viabilità ordinaria ?

“I temi della prossimità sono fondamentali per migliorare la qualità della vita degli avellinesi. Credo, però, che una cosa non escluda l’altra. Mobilità sostenibile e riordino della viabilità devono andare nella stessa direzione e far parte di un unico grande progetto per il futuro della città.

Sicuramente, nell’immediato, bisogna rimettere ordine alla viabilità ordinaria, intervenendo soprattutto sul rifacimento di marciapiedi e strade. Occorre inoltre organizzare meglio il traffico nelle aree in cui sono presenti edifici scolastici, per garantire sia la sicurezza dei più piccoli sia una migliore qualità dell’aria.

A medio termine bisognerà riprendere in mano il tema della metropolitana leggera, del trasporto pubblico, dei parcheggi — che ad Avellino mancano — e della valorizzazione di Borgo Ferrovia e della sua stazione. Questa sarebbe una vera boccata d’aria fresca non solo per i cittadini, ma anche per il commercio locale, che oggi vive enormi difficoltà.

Troppi negozianti hanno chiuso la propria attività. Non possiamo abbandonare le famiglie avellinesi che da decenni mandano avanti attività commerciali con enormi sacrifici. A loro dobbiamo molto e dobbiamo aiutarle a non arrendersi.

Un impegno serio va assunto anche nei confronti di ristoranti, bar e locali che creano lavoro, socialità e opportunità per tanti giovani. Bisogna costruire un sistema fatto di regole chiare, burocrazia semplificata e tempi rapidi. Chi lavora nella ristorazione e nel settore dell’intrattenimento deve sapere cosa può fare, come può farlo e in quali tempi.

Si potrebbe anche creare un documento programmatico che permetta ai gestori di pianificare meglio gli spazi e contribuire al decoro urbano. Ma il messaggio fondamentale deve essere uno: noi immaginiamo una città viva. La movida notturna non deve essere vista come un problema, ma come un’economia della notte da tutelare e regolamentare. L’obiettivo deve essere quello di passare dal caos notturno a una gestione ordinata, pulita e positiva della socialità giovanile ad Avellino.”

La sua candidatura nel PD è stata letta anche alla luce del suo precedente percorso amministrativo. Cosa risponde a chi parla di trasformismo politico e in che modo intende dimostrare, con fatti, che la sua presenza nel centrosinistra rappresenta una scelta coerente per il futuro di Avellino?

“Sono molto contenta che mi abbia fatto questa domanda, perché tengo particolarmente a fare chiarezza su questo aspetto. Io non ho cambiato casacca: sono rimasta fedele alla mia identità politica, quella di una donna di centrosinistra.

Nel 2010 ero rappresentante giovanile dell’Italia dei Valori, partito nel quale ho militato per tanti anni. Anche il precedente progetto civico e il candidato sindaco che ho sostenuto nel 2024 erano dichiaratamente di centrosinistra.

Successivamente, però, sia in vista delle elezioni regionali dell’inverno 2025 sia per le attuali amministrative, quella stessa coalizione ha scelto di spostarsi nettamente verso destra, aprendo a partiti come Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega.

Di fronte a questo scenario ho preso la decisione più coerente possibile con me stessa e con i miei principi politici: mi sono iscritta al Partito Democratico. Oggi sono una dei trentadue candidati della lista del PD e sto andando avanti con convinzione in questa direzione chiara e coerente.

Credo che il centrosinistra rappresenti l’unica proposta politica seria, forte, credibile e competitiva per il futuro di Avellino. Una proposta fatta di responsabilità, chiarezza e coraggio.”

 

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