L’elezione di Fausto Picone alla presidenza della Provincia di Avellino diventa per Casa Riformista un risultato politico da rivendicare oltre il perimetro irpino. Il segretario regionale campano Armando Cesaro ha salutato la vittoria del sindaco di Candida come una doppia soddisfazione: da un lato per il profilo dell’amministratore eletto, dall’altro per la capacità del progetto riformista di aggregare esperienze diverse attorno a una proposta comune.
Il successo di Picone
Il voto provinciale, riservato a sindaci e consiglieri comunali del territorio, ha portato Picone alla guida dell’ente di Palazzo Caracciolo dopo una competizione dal forte significato politico. La vittoria è arrivata contro il presidente uscente Rizieri Buonopane, sindaco di Montella, sostenuto dai vertici del Partito Democratico. Il risultato ha evidenziato divisioni nel campo democratico e una convergenza più ampia sul nome del candidato legato all’area riformista.
Per Cesaro, il dato centrale è la scelta di una figura ritenuta credibile, competente e radicata nel territorio. Il segretario campano ha interpretato l’esito del voto come conferma di una linea fondata sul rapporto con le comunità locali, sulla concretezza amministrativa e sulla capacità di tenere insieme sensibilità politiche civiche, riformiste e liberal-moderate.
Il ruolo di Alaia
Nel commento di Casa Riformista viene sottolineato anche il lavoro di Enzo Alaia, capogruppo in Consiglio regionale della Campania, indicato come uno dei protagonisti del percorso che ha portato alla candidatura e poi all’elezione di Picone. La proposta era stata costruita nelle settimane precedenti con una raccolta di firme tra gli amministratori locali e con l’obiettivo dichiarato di rafforzare il ruolo della Provincia come punto di riferimento per i sindaci e per le aree interne.
La convergenza su Picone non era considerata scontata. Attorno alla sua candidatura si sono mossi amministratori di provenienze diverse, in un quadro in cui anche una parte del centrodestra non ha presentato un proprio candidato e settori del mondo democratico locale non hanno seguito la linea ufficiale dei vertici regionali e nazionali del partito.
Il segnale politico
La lettura di Cesaro guarda già oltre il voto di Avellino. Per Casa Riformista, il risultato rafforza l’idea di un’area capace di parlare a mondi diversi senza rinunciare a una piattaforma di governo locale. Il riferimento ai contenuti, al dialogo e al buon governo punta a trasformare la vittoria provinciale in un tassello di una strategia più ampia in Campania, dove gli equilibri tra centrosinistra, forze civiche e area moderata restano mobili.
Il nuovo presidente eredita un ente chiamato a svolgere funzioni di coordinamento su scuole, viabilità e servizi territoriali, temi decisivi soprattutto per i piccoli comuni dell’Irpinia. La sfida politica comincia ora, con l’esigenza di tradurre la convergenza che ha portato alla vittoria in una maggioranza amministrativa stabile e in scelte riconoscibili per il territorio.

