Un gesto di straordinaria prontezza e umanità che ha fatto la differenza tra la vita e la morte. È quanto accaduto lo scorso 12 gennaio ad Avellino, e che questa mattina è stato ufficialmente celebrato presso la Prefettura, dove i Carabinieri protagonisti del salvataggio di un neonato di appena due mesi hanno ricevuto un riconoscimento formale.
Alla cerimonia erano presenti il Prefetto di Avellino, Dott.ssa Rossana Riflesso, il Comandante Provinciale dei Carabinieri, Colonnello Angelo Zito, e i vertici provinciali delle Forze dell’Ordine. Un momento solenne per rendere omaggio a un intervento che ha dimostrato, ancora una volta, il valore del servizio quotidiano svolto dall’Arma.
La vicenda ha avuto inizio con la richiesta disperata di una madre che, bloccata nel traffico mentre cercava di raggiungere il pronto soccorso, ha contattato la Centrale Operativa dei Carabinieri segnalando la grave crisi respiratoria del figlio. La risposta è stata immediata: grazie al coordinamento tra la Centrale Operativa, i militari sul territorio e il personale del 118, madre e bambino sono stati fatti salire su un’auto di servizio e accompagnati con urgenza all’ospedale “San Giuseppe Moscati” di Avellino.
Giunto in ospedale, il piccolo è stato ricoverato in codice rosso. Fortunatamente, grazie alla tempestività dei soccorsi, oggi è fuori pericolo di vita.
I militari premiati sono il Brigadiere Michele Pasquariello, il Vice Brigadiere Luigi Faraone, il Vice Brigadiere Fabio Bisanti, l’Appuntato Scelto Q.S. Antonio Tomaselli, l’Appuntato Giuliano Acierno e il Carabiniere Scelto Giancarlo Cristofano.
Nel suo intervento, il Prefetto Rossana Riflesso ha sottolineato come l’episodio rappresenti un esempio concreto di dedizione e responsabilità: «Oggi celebriamo non solo un intervento riuscito, ma la professionalità e l’impegno quotidiano che le forze dell’ordine mettono a tutela della vita e della sicurezza dei cittadini».
Sulla stessa linea il Comandante Provinciale dei Carabinieri, Colonnello Angelo Zito, che ha evidenziato il valore educativo di gesti come questo: «Essere Carabiniere significa mettersi al servizio del bene comune. Interventi come quello di oggi mostrano ai giovani colleghi cosa voglia dire rispondere alle emergenze con rapidità, spirito di sacrificio e senso del dovere».
Una storia a lieto fine che racconta il volto più umano delle istituzioni e ribadisce l’importanza della sinergia tra cittadini e forze dell’ordine nei momenti di emergenza.


