Avellino, arresto bis per Festa. L’avvocato: “Non ha intascato mazzette”

Avellino - Gianluca Festa

“Le indagini patrimoniali svolte sull’indagato e sui suoi familiari non hanno consentito di riscontrare utilità in denaro, dal momento che non è stata rintracciata alcuna liquidità chiaramente incoerente con le sue entrate”. Lo afferma, dopo la nuova ordinanza di custodia cautelare nei confronti dell’ex sindaco di Avellino, Gianluca Festa, il suo difensore, Luigi Petrillo, che in un comunicato sottolinea anche che “a Festa non viene contestata la corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio non essendo stato individuato alcun appalto o affidamento pubblico illecitamente aggiudicato, ma la condotta meno grave di asservimento delle funzioni”.

Sulle intercettazioni che inchioderebbero l’ex sindaco al “patto corruttivo” con gli imprenditori titolari di lavori per conto del comune di Avellino, Petrillo afferma: “Le prove fanno esclusivamente riferimento a intercettazioni ambientali e telefoniche, peraltro già nella disponibilità degli inquirenti dal 18 aprile scorso, oggetto di elaborazioni interpretative di cui occorrerà valutare la congruenza nella sede propria”.

Un ulteriore passaggio è dedicato alle esigenze cautelari nei confronti di Festa, rappresentate dal pericolo di inquinamento delle prove e da quello di reiterazione del reato. “Stupisce – sottolinea il penalista – che gli inquirenti considerino irrilevante le dimissioni dalla carica di sindaco (presentate prima del 18 aprile scorso, ndr) e che l’indagato si trovi agli arresti domiciliari” da quasi tre mesi.

Sull’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari di Festa, si pronuncerà nel mese di settembre la Sesta sezione penale della Corte di Cassazione a cui la difesa dell’ex sindaco si è rivolta contestando “la illegittimità delle intercettazioni eseguite nel corso delle indagini preliminari”.

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