Ancora un episodio di violenza contro chi lavora per Air Campania trasporti. Oggi la vittima è un autista della linea Mondragone – Scampia. L’aggressore è stato fermato. Intanto si sta registrando una escalation di queste aggressioni e cresce la preoccupazione per il fenomeno sempre più allarmante, mentre le misure di sicurezza continuano a essere insufficienti. Tutto accade troppo spesso nell’indifferenza generale.
Ogni episodio rischia di trasformarsi nell’ennesima notizia destinata a essere dimenticata nel giro di poche ore, fino alla successiva aggressione. Eppure, dietro ogni conducente ferito ci sono una persona, una famiglia e migliaia di lavoratori che ogni giorno salgono a bordo dei mezzi pubblici senza avere la certezza di poter terminare il proprio turno in sicurezza.
A denunciare quanto accaduto è Marco Sansone, del Coordinamento regionale USB Trasporti, che esprime solidarietà al lavoratore e gli augura una pronta guarigione. Ma accanto alla vicinanza al conducente ferito, il sindacato solleva interrogativi sulle misure di protezione che le aziende TPL dovrebbero adottare.
«Rimaniamo perplessi se consideriamo che l’autobus su cui è avvenuta l’aggressione ancora non era dotato di paratia, di protezione per l’autista prevista a partire da gennaio di questo anno” – sottolinea Sansone, evidenziando una carenza che, secondo il sindacato, avrebbe dovuto essere affrontata con maggiore urgenza dall’azienda Air Campania, visto che la legge per attivare queste misure risale a gennaio 2026.
La vicenda riaccende inoltre il dibattito sulle strategie annunciate nei mesi scorsi per rafforzare la sicurezza del personale front line, anche attraverso la presenza di guardie giurate sui mezzi aziendali. Una misura che, secondo USB, non può essere considerata sufficiente, soprattutto quando la presenza delle guardie non è garantita su tutte le corse.
La proposta del sindacato è chiara: dotare gli autobus di cabine guida chiuse e resistenti alle aggressioni, in modo da creare una barriera fisica tra il conducente e chiunque possa mettere a rischio la sua incolumità.
Non è più possibile limitarsi alla solidarietà dopo ogni aggressione. Servono interventi concreti, verifiche sull’efficacia delle misure già adottate e investimenti nella sicurezza dei lavoratori. Perché non può essere considerato normale che chi guida un autobus, garantendo ogni giorno un servizio essenziale alla collettività, debba mettere in conto anche il rischio di essere aggredito o accoltellato.
Il caso di Scampia non può diventare soltanto l’ennesima cronaca di violenza. È un nuovo campanello d’allarme che impone risposte immediate. La sicurezza degli autisti non può essere una promessa da rispolverare dopo ogni episodio, né una questione da relegare alle dichiarazioni di circostanza.
Finché le aggressioni continueranno a ripetersi senza che si percepisca una svolta concreta, il silenzio e l’indifferenza rischieranno di diventare parte del problema. L’appello del segretario Sansone alle prefetture della Campania, all’Air trasporti e alle aziende del TPL di fare di più per la sicurezza di chi lavora, che merita di potere prestare servizio senza paura, ma anche di chi usufruisce del trasporto pubblico locale.
