«Sembrava la fotocopia del primo fallimento, quello del CGS, che portò con sé un buco di 23 milioni di euro, a cui si sono aggiunti altri 12 milioni emersi con il crac di Asidev. E ad oggi nessuno paga. Una legge, approvata nel settembre 2023, è rimasta lettera morta. Anche la magistratura, nonostante la denuncia sottoscritta dai tre segretari provinciali dei metalmeccanici di Fiom, Fim e Uilm, non ha ancora chiarito cosa sia realmente accaduto».
A dirlo è Giuseppe Zaolino, segretario provinciale della Fismic, che traccia un quadro netto della situazione Asidev, definendola «una foto disastrosa dal punto di vista politico, organizzativo e sociale».
Dei 50 lavoratori impiegati nel servizio di depurazione, 32 sono stati licenziati lo scorso giugno dal curatore fallimentare, mentre i restanti 18 continuano a lavorare «con retribuzioni a singhiozzo».
«Appena ieri, alla vigilia della riunione in Prefettura, hanno ricevuto due mensilità arretrate, ma da mesi vengono pagati in ritardo e a scartamento ridotto» aggiunge Zaolino.
Secondo il segretario Fismic, le responsabilità sono chiare:
«C’è un solo colpevole: l’ASI, che ha gestito e organizzato questo disastro. La politica, che si prepara alle elezioni regionali, dovrà rispondere di questo fallimento. In provincia di Avellino la depurazione è la base stessa per parlare di sviluppo industriale dell’Alta Irpinia».
Le richieste al Prefetto
Zaolino annuncia due richieste precise:
- «Capire come velocizzare le indagini della magistratura».
- «Fare chiarezza con l’ASI, perché senza l’integrazione di almeno 5 milioni di euro da parte della Regione Campania per l’ammodernamento tecnologico, il project non potrà partire e accumuleremo ulteriori ritardi».
Intanto, denunciano i sindacati, gli industriali del cratere continuano a versare circa 4 milioni di euro all’anno per la depurazione, fondi che in buona parte finiscono assorbiti dall’ASI, mentre i lavoratori restano senza stipendi o addirittura senza lavoro.
«Il disastro è stato politicamente coperto da chi governa la Regione Campania e da buona parte degli amministratori locali. Noi non abbiamo più bisogno di pacche sulle spalle: chiediamo chiarezza e soluzioni definitive, non altre promesse», conclude Zaolino.





