ACS, Nargi rompe il silenzio: “Basta propaganda sulla pelle dei lavoratori. Servono verità e soluzioni”

 

Si accende il caso ACS ad Avellino e Laura Nargi interviene con toni netti in vista del presidio annunciato dai lavoratori davanti a Palazzo di Città. Un messaggio politico ma soprattutto umano, quello lanciato dall’ex amministratrice, che punta il focus sulla tutela occupazionale e sulla necessità di evitare “decisioni irreversibili” sul futuro della società partecipata.

“Dietro questa vicenda non ci sono numeri o atti burocratici — afferma Nargi — ma 23 famiglie che da anni garantiscono servizi fondamentali al Comune di Avellino e che oggi vivono paura, incertezza e smarrimento”.

L’ex vicesindaco ricostruisce poi le responsabilità che hanno portato ACS sull’orlo della crisi, parlando apertamente di “problemi accumulati nel tempo”, perdite economiche pregresse e criticità mai affrontate fino in fondo.

Ma il passaggio più politico arriva quando Nargi rivendica il lavoro svolto durante la precedente esperienza amministrativa:
“Per la prima volta era stata prevista una governance tecnica della società e si stava lavorando alla ricapitalizzazione, passaggio decisivo per evitare il tracollo definitivo dopo il bilancio consuntivo 2024”.

Non solo. Secondo Nargi era già stato avviato, insieme al presidente ACS Gianluca Rotondi, un piano industriale per ampliare i servizi, rilanciare la società ed evitare la liquidazione.

“Quel percorso però si è interrotto con la fine anticipata dell’amministrazione”, sottolinea.

Da qui l’appello alla responsabilità istituzionale e alla sospensione di qualsiasi scelta definitiva prima dell’insediamento della nuova amministrazione comunale.

“Il futuro dell’ACS non può diventare terreno di propaganda elettorale — attacca —. Serve serietà, memoria e onestà intellettuale”.

Nargi chiede l’apertura immediata di un tavolo istituzionale e garantisce il proprio sostegno ai lavoratori:
“Continuerò a sostenere ogni percorso utile a difendere occupazione, servizi e interesse pubblico. Nessuno deve essere lasciato solo”.

Infine il messaggio alla città:
“Il futuro di Avellino si costruisce con il dialogo, il rispetto reciproco e la capacità di affrontare i problemi senza odio, ma senza dimenticare ciò che è accaduto”.

SPOT