Il voto riafferma il principio del consenso libero e attuale nei reati sessuali. Pecoraro: «Sui diritti non sono ammissibili passi indietro».
Il Consiglio regionale della Campania ha approvato la mozione sul principio del consenso libero nella definizione del reato di violenza sessuale. Un voto che porta l’assemblea regionale a ribadire la necessità di mantenere la legislazione italiana pienamente coerente con la Convenzione di Istanbul, che individua nel consenso libero e attuale il presupposto essenziale per la tutela delle persone vittime di violenza sessuale.
Una scelta politica sui diritti
La mozione, approvata in aula a Napoli, assume un valore che va oltre il piano strettamente giuridico. La Regione Campania sceglie di collocarsi dentro una linea istituzionale netta: la libertà, la dignità e l’autodeterminazione delle donne non possono essere oggetto di arretramenti, né nella produzione normativa né nel dibattito pubblico. Secondo quanto riportato dall’Agenzia Nova, il provvedimento è stato approvato a maggioranza, con il voto contrario della minoranza.
Per l’assessora Claudia Pecoraro, l’approvazione della mozione rappresenta «una scelta di civiltà e di responsabilità istituzionale». Il consenso, ha spiegato, «non è un dettaglio giuridico, ma il fondamento della libertà di ogni persona, il principio che distingue la scelta dalla violenza». La posizione espressa dalla giunta regionale punta dunque a rafforzare il perimetro culturale e politico entro cui leggere la violenza sessuale: non come terreno di ambiguità, ma come violazione della libertà personale quando manca un consenso libero, attuale e riconoscibile.
Il richiamo alla Convenzione di Istanbul
Il riferimento alla Convenzione di Istanbul non è formale. Il trattato del Consiglio d’Europa è il principale quadro internazionale per la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne e della violenza domestica. La mozione approvata in Campania richiama quel principio per riaffermare che la tutela delle vittime deve fondarsi sul riconoscimento della loro autodeterminazione, evitando impostazioni che possano spostare sulle persone offese il peso culturale e processuale della violenza subita.
Nel dibattito nazionale il tema del consenso è tornato centrale attorno alle ipotesi di riforma della disciplina sulla violenza sessuale. La questione riguarda il modo in cui la legge qualifica l’assenza di consenso e la capacità dell’ordinamento di adeguarsi agli standard internazionali. In questo quadro, la presa di posizione del Consiglio regionale della Campania assume il significato di un atto politico indirizzato al legislatore nazionale e all’opinione pubblica.
Il messaggio della Campania
«La Campania sceglie con chiarezza di stare dalla parte dei diritti», ha concluso Pecoraro, sottolineando che su questi temi non sono ammissibili ambiguità né passi indietro. Il voto dell’aula diventa così anche un messaggio culturale: difendere il principio del consenso significa difendere la dignità delle donne e affermare una cultura fondata sul rispetto e sulla responsabilità.
Ora il punto sarà capire quale seguito politico avrà la mozione nelle sedi nazionali e nel confronto tra le istituzioni. Per la Regione Campania, però, la posizione è stata fissata: la lotta alla violenza di genere passa anche dalle parole con cui la legge definisce la libertà delle persone.

