Alla conferenza pubblica “Tutta la verità” non c’era solo Gianluca Festa a infiammare il palco: i tre ex consiglieri e assessori Ugo Maggio, Giovanna Vecchione e Monica Spiezia hanno preso parte all’evento e non hanno risparmiato bacchettate all’ex vicesindaco Laura Nargi, indicata come principale responsabile della frattura politica.
Ugo Maggio ha rievocato la genesi della candidatura di Nargi e puntato il dito contro il Patto per la città:
«Quel gruppo ha preso in ostaggio la volontà popolare. Laura Nargi si è progressivamente allontanata, guidata da interessi esterni».
Giovanna Vecchione ha denunciato la rottura di un rapporto fiduciario:
«Abbiamo chiesto per mesi un confronto, un dialogo. In cambio: porte chiuse e una deriva personalistica. Non potevamo che prenderne le distanze».
Il racconto più duro arriva da Monica Spiezia, che parla di umiliazioni personali:
«Sono stata fatta fuori perché ero una metalmeccanica. Ho sempre lavorato per questa città, mentre lei ha trasformato il Comune in un salotto».
I tre ex consiglieri, ora schierati di nuovo al fianco di Festa, hanno quindi trasformato il palco in una vera e propria requisitoria contro l’ex alleata, accusandola di aver tradito il progetto civico e di essersi chiusa in un gioco di potere personale.
La serata, più che un’assemblea politica, si è così configurata come una resa dei conti pubblica, dove le parole dei protagonisti hanno segnato un ulteriore strappo nel già frammentato panorama politico avellinese.

