Tribunali, Ariano e Sant’Angelo chiedono fusione al Ministro

“I Comuni di Ariano Irpino e Sant’Angelo dei Lombardi, nonchè i Consigli degli ordini degli Avvocati di Ariano Irpino e Sant’Angelo dei Lombardi, premesso che con decreto legislativo n. 155/2012 sono stati soppressi 31 Tribunali, tra cui quello di Ariano Irpino e Sant’Angelo dei Lombardi allocati nella provincia di Avellino, con decorrenza 13/09/2013, fanno istanza al Ministro della Giustizia affinché voglia disporre la modifica del decreto di soppressione del Tribunale di Ariano Irpino e di Sant’Angelo dei Lombardi mediante la fusione di entrambi i Tribunali sub-provinciali in un unico Tribunale dell’Irpinia, per i seguenti MOTIVI Innaturale distribuzione degli uffici giudiziari sul territorio – Area “vuota” di oltre 8600 Kmq – Aree confinanti con eccessiva concentrazione di presidi giudiziari. La soppressione di entrambi i Tribunali sub provinciali di Ariano Irpino e Sant’Angelo dei Lombardi causerebbe un vuoto di presidio di Giustizia su tutto il territorio delle aree interne per circa 8.600 KM/Q. Basti considerare che dalla concentrazione dei tribunali collocati sul versante del mar Tirreno fino al tribunale collocato sul versante del mare Adriatico (Foggia) vi sarebbero tutte le zone del dorsale appenninico senza Tribunale (da Avellino a Foggia e da Campobasso a Potenza) (Cfr. planimetria allegata). Di qui l’irrazionalità dell’articolazione territoriale che ne seguirebbe e la disparità di trattamento fra situazioni più svantaggiate (cui vengono riservate peggiori condizioni di accessibilità), in particolare con quella parte del territorio che si affaccia sul mar Tirreno che vede molti Tribunali e l’altra parte del territorio verso il mare Adriatico che vede due Tribunali (Foggia e Lucera) poco distanti.
Ne deriva una distribuzione degli uffici giudiziari sul territorio palesemente irrazionale che si risolve nella violazione del principio di ragionevole accessibilità della sede giudiziaria di prima istanza (in cui si formano le prove e si definiscono il thema e le posizioni processuali anche per le fasi successive) che si pone in netto contrasto con le norme costituzionali di parità dei diritti dei cittadini (art. 3 Cost.), di diritto al servizio dell’amministrazione della giustiza (art. 24 Cost.), nonchè di attuazione da parte dello Stato del più ampio decentramento amministrativo (art. 5 Cost.). Senza dimenticare la consolidata giurisprudenza costituzionale che equipara l’estrema difficoltà nell’esercizio del diritto alla lesione del diritto stesso.
Applicabilità della legge sulla montagna
La Provincia di Avellino comprende 119 comuni, che si estendono nella zona appenninica: essa si profila coi più alti picchi dell’ Appennino Campano. La Regione Campania, con il Programma Regionale “Leader” (2000-2006) pubblicato sul BURC del 29/11/2007, ha classificato l’area dei Comuni che fanno capo al Tribunale di Ariano Irpino e Sant’Angelo dei Lombardi

, ai sensi della Direttiva 75/268/CEE. In virtù di tale classificazione, ai Comuni prima citati si applicano le leggi sulla montagna, ossia la n. 97 del 31/1/94 e quella approvata a Febbraio del 2011. Entrambe le leggi richiamate non sono altro che l’attuazione del comma 2 dell’art 44 della Carta Costituzionale. Infatti, le disposizioni normative dettano provvedimenti a favore delle zone montane in quanto , finalizzate a garantire adeguati servizi per la collettività (art 1 comma 4 punto C legge 97 del 31/1/1994). Precisamente, il comma 3 dell’art 3 della legge sulla montagna del 2011, prevede espressamente il “potenziamento e la valorizzazione dei servizi e della presenza della pubblica amministrazione” nei Comuni montani svantaggiati.
Ciò posto, deve considerarsi che i circondari del Tribunale di Ariano Irpino e di Sant’Angelo dei Lombardi si estendono per 1926 Kmq e comprendono 54 Comuni. Nella maggioranza dei casi trattasi di comuni montani che non hanno tra loro un’agevole accessibilità e, soprattutto, non vi sono strade di collegamento idonee con le città di Avellino e Benevento distanti anche un centinaio di chilometri rispetto a diversi Paesi irpini.
Dalla particolare conformazione geo-morfologica del territorio si percepisce, allora, con palmare evidenza che in provincia di Avellino non può essere allocato un solo Tribunale. La conformazione territoriale impone la permanenza di almeno un altro presidio giudiziario in un’area geografica molto estesa compresa tra le regioni Campania, Molise, Puglia e Basilicata. Peraltro, occorre considerare che il circondario del tribunale di Ariano Irpino e quello di Sant’Angelo dei Lombardi potranno contare su una strada di collegamento veloce, i cui lavori sono già iniziati, che attraverserà molti comuni irpini e completerà il tratto “Contursi-Grottaminarda” collegando altresì le due autostrade: Salerno Reggio Calabria e Bari-Napoli.
Incidenza della criminalità organizzata sulla necessità di mantenere il Tribunale. Data la favorevole posizione geografica all’interno della Regione Campania, il Tribunale unico fa da cerniera, come detto, tra le Regioni: Campania, Molise, Puglia e Basilicata. Tale posizione è chiaramente importante per il controllo, la prevenzione e la repressione delle operazioni criminali delle due associazioni malavitose, Camorra e Sacra Corona Unita, che da sempre hanno utilizzato il territorio del circondario di Ariano Irpino e Sant’Angelo dei Lombardi per estendere i loro traffici illeciti. In uno studio del CENSIS, effettuato per conto del ministero di Grazia e Giustizia, gli Uffici Giudiziari di Ariano Irpino e Sant’Angelo dei Lombardi venivano individuati come insistenti su un’area ad elevato rischio di criminalità organizzata (per il sempre possibile connubio degli interessi tra la camorra del napoletano e la sacra corona unita del foggiano) e così inseriti in una chek list degli Uffici da salvaguardare al pari di quelli di Catanzaro, Trapani, Reggio Calabria, Locri, Palmi e Foggia. Ed invero, la storia dell’entroterra irpino è fortemente legata al sisma dell’ottanta e alle sue vicende successive che ancora oggi vengono ricordate come manifestazioni tangibili dell’attacco della camorra ai nostri territori.
Una mole impressionante di elementi raccolti in molte inchieste giudiziarie ha fatto e fa registrare irregolarità sistematiche relative ai meccanismi di assegnazione ed esecuzione delle commesse nonché alla lievitazione sproporzionata dei prezzi d’appalto. Questo come dato storico, atteso che l’opera di ricostruzione oggi è stata nella quasi totalità conclusa, nonché come monito per gli anni a seguire. Nuove progettualità e itinerari di sviluppo sono però al centro di ampi dibattiti politici per risollevare una terra che rispetto all’area metropolitana sembra essere rimasta indietro. Di qui i recenti e rilevanti flussi di finanziamenti pubblici per la realizzazione di opere ed infrastrutture relative, in particolare, alle reti infrastrutturali sia esse stradali (si pensi alla Lioni-Grottaminarda), ma anche e soprattutto alle reti ferroviari (si pensi alla Caserta- Foggia, già in un passato più o meno recente oggetto di attenzione dei clan dell’area beneventana) e a quella ad oggi solo pensata, che dovrebbe costituire elemento di collegamento, in termini di alta velocità, dei paesi dell’area Ufitana con il capoluogo di regione, Napoli.
Anche a fronte di questi dati, la Direzione Investigativa Antimafia, nell’ultima relazione (quella del secondo semestre 2011), sottoposta all’attenzione del Parlamento, non ha mancato di far notare come le imprese controllate dalla camorra sono sempre più attive anche sul territorio provinciale; si legge nel passaggio più importante del capitolo legato alla Provincia di Avellino: “Va sottolineato che considerevoli fattori di rischio, anche nell’avellinese, derivano dalla spiccata propensione all’infiltrazione degli ambiti amministrativi, che si concretizza attraverso I’inserimento di “imprese controllate” in gare d’appalto relative sia a lavori pubblici che privati”. Ma vi è di più, forse questo aspetto non sempre è stato preso in esatta considerazione: esiste un storico collegamento fra organizzazioni camorristiche e fenomeni cd. di microcriminalità.
Il raggio d’azione della Camorra campana ha avuto una trasformazione, perché alle originarie attività illecite se ne sono aggiunte altre. In particolare, se è sempre vivo l’interesse criminale per le estorsioni, per l’usura, per il traffico delle sostanze stupefacenti e per la gestione del lotto clandestino, oggi vi è un potente coinvolgimento nel contrabbando dei tabacchi lavorati esteri, nell’immigrazione clandestina e nella gestione della prostituzione, che non è fatta direttamente ma facendosi pagare dalle organizzazioni, anche nigeriane o straniere che controllano la prostituzione, una somma per l’affitto del territorio che è controllato da queste organizzazioni camorristiche. Senza dimenticare le numerose discariche clandestine di rifiuti speciali trovate nel territorio irpino, oggetto di continui tentativi di violazione e deturpamento delle numerose bellezze naturali e paesaggistiche (ad es. Parco Regionale dei Monti Picentini, fiumi Calore, Ofanto, Sele e Ufita, Oasi Protette di Conza della Campania e di Senerchia, località turistiche di Lago Laceno di Bagnoli e Terminio ). Non bisogna nemmeno dimenticare che, in funzione dei due tribunali, sono sorti sia ad Ariano Irpino che a Sant’Angelo dei Lombardi due moderne strutture carcerarie, di cui una di massima sicurezza, che in caso di accorpamento ad altri uffici giudiziari (di Benevento e di Avellino) comporterebbero spese e oneri aggiuntivi per il trasporto, ad esempio, dei detenuti. TRIBUNALI DI ARIANO IRPINO E SANT’ANGELO DEI LOMBARDI: fusione in Unico Tribunale dell’Irpinia con una sola pianta organica dei Magistrati e dei dipendenti con utilizzo di entrambe le strutture con spese a carico degli Enti Locali.
Recentissime ispezioni ministeriali hanno accertato che i Tribunali di Ariano Irpino e Sant’Angelo dei Lombardi, nonostante la minima composizione organica giudiziaria, composta nel settore civile, rispettivamente, da 8 e 9 magistrati, compresi i due Presidenti, e nel settore penale, rispettivamente da 4 e 3 magistrati, compresi due Procuratori della Repubblica, hanno funzionato bene in linea con i migliori standards europei. Tuttavia, la fusione dei due tribunali comporterà una migliore organizzazione lavorativa con un incremento dell’efficienza e con un risparmio apprezzabile delle risorse. Ciò consentirebbe, inoltre, non solo di utilizzare i progetti di modernizzazione ed informatizzazione già avviati (processo civile telematico, iscrizione a ruolo con codice a barre) e per la maggior parte ultimati (digitalizzazione ed archiviazione dati processuali), ma anche di evitare di disperdere o danneggiare in caso di trasferimento, gli strumenti tecnologici anche di recente fruizione cui sono stati dotati gli uffici.
Peraltro, poiché è necessario tener conto della c.d. clausola di invarianza, ossia della necessità di operare gli accorpamenti degli uffici giudiziari senza costi aggiuntivi per l’erario (cfr. art.1, comma 2°, lett. “q” L. 148/2011 e art. 10 D. Lgs.vo n.155/2012) , con la fusione dei due tribunali sub-provinciali si avrebbe un duplice effetto economicofinanziario positivo: da una parte si utilizzerebbero le strutture edilizie già esistenti, i cui costi – esclusi quelli del personale amministrativo e giudiziario – sarebbero accollati dai due Comuni di Ariano Irpino e Sant’Angelo dei Lombardi, che in tal senso si sono formalmente impegnati; dall’altro, si eliminerebbero tutti le spese relative al trasferimento dei beni mobili alle sedi accorpanti, le quali però dovrebbero adeguare le strutture esistenti e, nel caso del tribunale di Avellino, reperire altri locali (con rilevanti costi aggiuntivi) per ospitare il personale amministrativo e giudiziario ed allocare archivi, suppellettili e attrezzature.
CONCLUSIONI
Le ragioni sottese alla riforma della geografia giudiziaria, risparmio di spesa ed incremento di efficienza, si sposano bene con l’istituzione di un tribunale unico in Alta Irpinia che preveda la fusione dei due tribunali di Ariano Irpino e di Sant’Angelo dei Lombardi. In tal modo si incrementerebbe la funzionalità gia’ apprezzata degli uffici giudiziari esistenti; si eviterebbe di lasciare senza presidi giudiziari una vasta area prevalentemente montuosa con enormi difficolta’ di raggiungere i tribunali accorpanti (Benevento ed Avellino); si impiegherebbero due strutture edilizie gia’ fortemente innovate tecnologicamente ed informatizzate, al passo con il nuovo processo civile telematico, senza costi aggiuntivi per l’erario e senza la necessita’ di dover reperire locali idonei con costi ulteriori per permettere l’accorpamento; si avrebbero solo due capi uffici (un Presidente ed un Procuratore della Repubblica) ed un numero di magistrati sufficienti ad evitare qualsiasi incompatibilità processuale; si avrebbe un’unica pianta organica dei Magistrati ed anche dei dipendenti ; si avrebbe un evidente risparmio di spesa perche’ i comuni che oggi ospitano i due tribunali si farebbero carico integralmente degli oneri relativi al funzionamento degli uffici fino alla realizzazione di un unico palazzo di giustizia; si darebbe una prospettiva di vita migliore ad un territorio che gia’ martoriato da calamita’ naturali e dall’insipienza dell’uomo ha bisogno di tutti i servizi sanitari, scolastici e giudiziari per completare il rilancio economico-sociale della popolazione irpina”.

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